Apple, la musica resta a 99 centesimi

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Apple smentisce il NY Post: ‘€œnessun aumento per la musica di iTunes Music Store’€. Ma intanto le case discografiche preparano il terreno?

Apple ha accordi pluriennali con le case discografiche e dunque non aumenterà  il costo delle singole canzoni in vendita su iTunes Music Store. Apple smentisce così, con riferimenti precisi e in maniera diretta le voci circolate lo scorso venerdì in base alle quali Cupertino si sarebbe apprestata ad incrementare i prezzi dei brani di iTMS portandoli in qualche caso a 1.25$. A diffondere la voce il non sempre attendibile New York Post.

Secondo quanto riferito dal tabloid, noto per i suoi scoop che qualche volta vanno lunghi rispetto ai confini della realtà , Apple sarebbe stata costretta al provvedimento dalla rinegoziazione dei contratti con le cose discografiche. Una revisione della licenza di vendita provata, diceva il giornale, dalla modifica già  applicata per alcuni aspetti (numero massimo delle masterizzazione delle playlist, costi di alcuni album) ma che avrebbe avuto pieno effetto nel momento in cui alcuni brani sarebbero incrementati di costo superando abbondantemente la soglia di un dollaro.

‘€œQueste indiscrezioni sono false ‘€“ ha detto Natalie Sequeira, portavoce di Apple ‘€“ abbiamo accordi pluriennali con le case discografiche e il nostro prezzo di vendita resterà  99 centesimi a canzone’€

La smentita della portavoce si somma a quella dello stesso Jobs che ben prima che il NY Post lanciasse l’€™indiscrezione era stato sollecitato sull’€™argomento nel corso della conferenza stampa per l’€™anniversario di iTunes Music Store. Anche in quella occasione Jobs aveva bollato come ‘€œfalse’€ le voci che, partendo dall’€™ambiente discografico, parlavano di un possibile incremento dei costi delle singole canzoni.

La situazione dei prezzi dei singoli brani, nonostante le smentite di Apple, appare comunque in evoluzione. Il disagio delle case discografiche di fronte alla prospettiva di mantenere a costo fisso i singoli brani appare un fatto concreto; la convinzione è che la possibilità  di scaricare singoli brani a prezzo fisso limita la vendita degli album, specie quelli più recenti o magari non ancora rilasciati, che le contengono o le conterranno. Di qui l’€™idea di applicare costi variabili, più alti rispetto ai 99 centesimi ‘€œstandard’€ per le cosiddette ‘€œpre-release’€, i brani pilota per gli album, o i brani che sono ai vertici delle classifiche di vendita, e più bassi per pezzi vecchi o poco richiesti. Il sistema, secondo alcuni osservatori, potrebbe fare la sua comparsa nei prossimi mesi.

Il successo del prezzo variabile, però, potrebbe dipendere proprio dall’€™atteggiamento di Apple. Cupertino con il peso contrattuale e l’€™immagine che si è costruita nell’€™ambito della musica digitale ha il potere per influenzare le decisioni di mercato e una sua opposizione potrebbe stroncare ogni velleità  delle case discografiche.