Apple va a Cinecittà 

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Sistemi hardware e software Apple al centro del “Premio Cinecittà  Digital 2000”. Ecco come la Mela può andare incontro ai filmaker tagliando i costi e innalzando la qualità 

Nuova storia di successo per l’hub digitale di Apple.
Grazie a sistemi hardware e software prodotti da Apple, infatti, sono stati realizzati a Cinecittà  sei cortometraggi senza ricorrere ai complessi e costosi sistemi dedicati, utilizzati fino ad oggi nella produzione e postproduzione cinematografica.
Al centro della iniziativa il “Premio Cinecittà  Digital 2000″, nato da un’idea di Felice Laudadio, presidente di Cinecittà  Holding, e realizzato in collaborazione con la Scuola Nazionale di Cinema e all’Istituto Luce che ha raccolto 627 sceneggiature selezionando poi le sei migliori. I vincitori hanno avuto l’opportunità  di realizzare altrettanti cortometraggi utilizzando interamente tecnologie elettroniche digitali messe a disposizione dai partner di Cinecittà  Holding. Parte fondamentale del sistema 2 PowerMac 800DP, FinalCut 2.0.2, monitor Apple Cinema Display e Apple Display CRT da 17”
Oltre ventuno ore di riprese sono state registrate su nastri D6 e trasformate, dal sistema Pinnacle CineWave installato sui nuovi Power Macintosh G4, in enormi quantità  di fotogrammi. Le immagini, acquisite dapprima in formato DV, sono state sostituite al termine del montaggio con il materiale originale in HD non compresso.
Il risultato è stato “Lo sguardo digitale”, titolo unitario di un film composto dai sei cortometraggi realizzati sulla base delle sei sceneggiature premiate. Il lavoro è stato presentato lo scorso febbraio sugli schermi di Berlino, che lo ha incluso fra gli eventi speciali del Festival.
“Trattare sequenze video di qualità  così elevata, quali quelle in High Definition, rappresenta soltanto un aspetto di quest’entusiasmante esperienza – dichiara il direttore di Cinecittà  Digital, David Bush -. Basti pensare che un secondo di video HD occupa oltre 100 MB, equivalenti a circa 100 GB per 15 minuti di filmato. I montatori che hanno lavorato alla postproduzione inizialmente erano scettici: non potevano immaginare di ottenere gli stessi risultati delle tecnologie dedicate, utilizzate fino ad oggi, con un decimo dei costi.
Sono rimasti stupefatti dalle potenzialità  e dalla flessibilità  del sistema, caratteristiche ulteriormente evidenziate nella resa produttiva”.
Maggiori informazioni a questa pagina del sito Apple