Ati e Amd: fusione completata

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Il produttore di microprocessori texano e la casa della scheda grafica hanno finalizzato gli ultimi passaggi per rendere legalmente efficace la fusione (in realtà , una acquisizione di Ati da parte di Amd). 4,3 miliardi di dollari in contanti e 58 milioni di azioni di Amd per finalizzare il tutto.

E’ costata un po’ (4,3 miliardi di dollari in contanti e 58 milioni di azioni di Amd) ma adesso la casa produttrice di microprocessori ha perfezionato l’acquisto di Ati, uno dei due principali produttori di schede grafiche per computer. La mossa, che era stata annunciata alcune settimane fa, apre nuovi scenari per il mercato dei semiconduttori e per l’esperienza degli utenti di computer.

La tendenza consolidatasi negli ultimi tempi per la quale la parte grafica del sistema operativo e delle applicazioni è diventata sempre più “importante” in termine di risorse e sempre più “appoggiata” sulla Gpu, il processore grafico, anziché sul processore centrale del computer è infatti diventata una certezza da quando anche Microsoft dopo Apple ha chiarito che il funzionamento di Vista si baserà  su questo tipo di soluzione. Ma non solo.

Sia per lo sviluppo di sistemi portatili ad alta performance e basso consumo, sia per l’integrazione secondo modalità  ancora inedite delle parti di calcolo e quelle grafiche, la convergenza tra i due mondi (Cpu e Gpu) appare un trend certo nel prossimo futuro. E l’aumento delle applicazioni multimediali, oltre all’arrivo della televisione digitale ad alta risoluzione per pubblici sempre più ampi, appare una certezza.

Inoltre, un altro mercato di sicuro interesse (in cui sia Amd che il suo avversario storico Intel) sono molto presenti, è quello della telefonia mobile. Anche in questo campo, la necessità  per i terminali di avere capacità  grafiche sempre più spinte, sino al punto che probabilmente presto avremo in tasca telefonini dotati di una vera e propria scheda grafica, appare indubitabile.