Cuore di Nintendo affittasi

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Gecko, il processore alla base del GameCube di Nintendo e prodotto da IBM, potrà  essere venduto anche a terzi. Base PPC e architettura “aperta” ne fanno un boccone appetibile non solo per chi produce consolles.

IBM potrebbe vendere il processore PPC alla base del GameCube anche ad altre realtà  del mondo dell’industria dell’IT.
LO ha annunciato la stessa Big Blue per bocca di uno dei suoi dirigenti, Peter Sandon che nel corso di un seminario ha reso noto che Gecko, questo il nome in codice del processore, può essere ceduto a terzi anche se la priorità  è di Nintendo.
Ricordiamo che Gecko è basato sul processore PPC440, un chip a basso consumo destinato a dispositivi di rete, ma cui sono state apportate significative modifiche. Il clock è stato portato a 485 MHz e dotato di una cache direttamente on board da 256KB per un consumo di meno di cinque watt. La velocità  non è certo da primato ma la sua architettura, secondo alcuni siti, è in grado di essere costantemente migliorata e implementata con nuove tecnologie e quindi potenzialmente potrebbe divenire un giorno utile anche per altri scopi, forse addirittura per nuovi modelli di computer destinati a scopi specifici, come navigatori di Internet o sub notebooks. In questo caso è evidente pensare ad Apple come ad un potenziale acquirente.
Inizialmente Gecko era stata studiato unicamente per il GameCube e mai IBM aveva fatto cenno alla possibilità  di cedere il processore a terzi che non fossero Nintendo.