DOJ, indagine preliminare su monopolio Apple nei media digitali?

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Secondo alcuni media americani il Dipartimento di Giustizia avrebbe iniziato una indagine preliminare per capire se Apple esercita in maniera impropria il suo predominio nei media digitali. Nel mirino musica e video. L’interesse suscitato dal caso Flash, con l’esclusione di compilers nella creazione di applicazioni per App Store.

Il dipartimento di giustizia americano avrebbe iniziato una indagine a tutto campo per verificare se le condizioni imposte contrattualmente da Apple ai suoi partner nel settore della distribuzione di contenuti in digitali siano in violazione delle norme anti trust. A rivelare l’interessamento a tutto campo del DOJ per lo modalità di business di Cupertino è il New York Post che in passato aveva per primo parlato di una possibile inchiesta anti trust a margine della vicenda Flash.

Proprio lo stop ai compiler per la creazione di applicazioni, una decisione assunta con il lancio del kit di sviluppo per iPhone Os 4.0, avrebbe risvegliato l’attenzione degli investigatori del dipartimento di giustizia, indirizzandoli su più piste. A metà settimana il New York Times aveva già fatto sapere di un’indagine su iTunes; al centro alcune presunte ritorsioni, quali la riduzione di visibilità dalla prima pagina di iTunes store, minacciate ai danni delle case discografiche che avevano instaurato con Amazon contratti per esclusive su alcuni brani. Billboard ad inizio marzo aveva già dato notizia di episodi di questo tipo, raccogliendo l’interessamento dei media e, probabilmente, anche degli organismi americani di controllo.

Ora però, secondo il New York Post, l’indagine si starebbe allargando per includere anche gli accordi con le case di produzione cinematografica e gli studios TV. Gli inquirenti avrebbero iniziato ad ascoltare i manager di Hollywood per capire i termini contrattuali che li legano ad Apple; l’accelerazione giungerebbe anche sulla scorta del lancio di iPad che corre il rischio di rafforzare la posizione di predominio sul mercato di Cupertino e, nel caso si riscontrassero abusi del monopolio, anche di produrre danni più gravi all’industria e alla concorrenza.