Denunce di “3” a chi sblocca il videofonino: trenta casi

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La società di telefonia Umts che commercializza apparecchi “bloccati” sulla propria rete a basso costo ha denunciato chi sblocca i telefonini per utilizzarli con altri gestori. Trenta indagati a Mantova.

Blitz della polizia postale a Mantova, con trenta indagati, perquisizioni domiciliari anche in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Nell’occhio del ciclone, una pratica a quanto pare diffusa: sbloccare il videotelefonino commercializzato dalla compagnia telefonica di H3G – che pratica prezzi promozionali particolarmente attraenti sugli apparecchi – per poterlo utilizzare anche con altri operatori.

Il raid della polizia postale ha portato a una serie di denunce nel mantovano, con l’accusa di avver violato il contratto togliendo il “sim operator lock”, cioè il lucchetto informatico che consente di utilizzare l’apparecchio telefonico esclusivamente con una sola sim o con le sim di un solo operatore.

La pratica commerciale del sim locking è da tempo in uso in altri mercati europei, dove il costo degli apparecchi è storicamente basso e prevalentemente a carico dell’operatore telefonico. In Italia la struttura di mercato sino all’entrata di “3”, il primo operatore Umts di proprietà  del gruppo H3G, era invece orientato a una distinzione tra mercato degli operatori e mercato degli apparecchi telefonici. Nel tempo, dopo l’entrata di “3” e l’inizio di pratiche commerciali di sim locking, anche in Italia come negli altri paesi europei, sono cominciati fenomeni di “unlockin”, considerati illegali ma sinora mai sanzionati.

Le trenta denunce di “3” fanno da apripista, con le altre perquisizioni in corso in queste ore da parte della Polizia postale in tutta Italia, a una fase di repressione attiva di questo tipo di comportamento che viola il contratto sottoscritto al momento dell’acquisto del videotelefonino.