FLA: «Negli impianti Foxconn una montagna di problemi»

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In alcune dichiarazioni rilasciate ai media americani il capo della Fla, l’associazione per il giusto trattamento dei lavoratori che per conto di Apple sta conducendo ispezioni in alcuni impianti cinesi dove si producono iPhone e iPad, fa sapere di avere rinvenuto moltissimi problemi. L’azienda asiatica: «Collaboreremo su ogni aspetto e controversia».

C’è “montagna di problemi” negli impianti di Foxconn a Shenzen. Questo quanto ha dichiarato a Bloomberg Auret van Heerden, amministratore delegato della FLA, la Fair Labor Association, il gruppo che sta conducendo per conto di Apple ispezioni negli stabilimenti cinesi dove si svolge l’assemblaggio dei prodotti della Mela. La dichiarazione di Van Heerden, a capo di un’associazione, di cui Apple (unica azienda nel settore dell’elettronica) fa parte, che si occupa di creare le condizioni per un ambiente di lavoro giusto, retribuito correttamente e rispettoso dei diritti dei dipendenti, arriva a poche ore da una precedente rilasciata a Reuters nel contesto della quale lo stesso Van Heerden qualificava come “di prima qualità” gli stessi impianti.

L’apparente contraddizione tra le due prese di posizione deriva, come spiega Hether White, a capo di Verite, un altro gruppo che si occupa sempre di dignità nel mondo del lavoro, dal fatto che un conto è prendere in considerazione gli ambienti di lavoro in quanto tali, un altro è andare a verificare le reali condizioni in cui operano i dipendenti. Ad un ambiente di lavoro tecnologicamente avanzato, ordinato, organizzato, non è detto che non faccia da riscontro un sistema di produzione oppressivo e alienante, cosa cui, in verità, anche il CEO di FLA aveva fato cenno nelle sue dichiarazioni rilasciate a Reuters.

Va Heerden ha anche detto a Bloomberg che nei prossimi giorni se ne saprà di più sui numerosissimi problemi, gli stessi che la FLA aveva riscontrato in precedenti piccoli progetti di ispezione, riscontrati. Prima di quel momento è possibile che Foxconn abbia già anche concordato e messo in atto rimedi che potranno aiutare Apple a mitigare le polemiche sorte nei giorni scorsi, scatenate da un paio di articoli del New York Times. «Collaboriamo con l’ispezione – dice un portavoce dell’azienda basata a Shenzen – e prenderemo provvedimenti a fronte di ogni elemento di controversia, sulla base delle raccomandazioni. Si tratta di un ispezione molto professionale e approfondita. Se emergeranno problematiche nell’implementazione del nostro rapporto con i clienti o delle nostre politiche, opereremo di conseguenza»

Nelle scorse settimane, si apprende dallo stesso articolo, Foxconn ha già risposto prontamente ai rischi di esplosione che si corrono negli ambienti saturi di polveri di alluminio come quelli dove si rifiniscono il dorso degli iPad. In collaborazione con Apple sono stati acquistati potenti e moderni impianti di estrazione dell’aria e, per ridurre il numero del personale (e quindi i potenziali infortuni se non decessi, come quelli avvenuti in un impianto di Pegatron), vengono ora impiegati un grande numero di robot.

L’ispezione della Fla, dice Bloomberg, prevede la realizzazione di circa 35mila interviste su dipendenti scelti in base a categorie come sesso, età, istruzione, qualifica lavorativa, così da rispecchiare lo spaccato demografico dell’azienda. Le risposte vengono immesse in un sistema informatizzato ed elaborate in forma statistica e ovviament anonima. Ma nonostante ciò, in un contesto come questo l’onestà delle risposte è fondamentale; alcuni osservatori ritengono che non è detto che i lavoratori siano disposti a denunciare abusi, maltrattamenti e condizioni di lavoro difficili per paura di perdere il posto.

 

impianto foxconn