Gli Stati divisi sul caso Microsoft

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C’è divisione tra gli Stati sul caso Microsoft. Alcuni di essi sono propensi all’accordo, altri vi si oppongono. La California e il Massachussets guidano la pattuglia dei “duri”

Regna ancora incertezza sull’atteggiamento degli Stati di fronte all’accordo Microsoft.
Secondo alcune fonti vicine agli avvocati incaricati di seguire la vicenda i coquerelanti sarebbero al momento divisi in tre gruppi: uno che si oppone alla mediazione, un secondo che sarebbe disponibile a trovare un accordo con Microsoft se questa dimostrasse di voler realmente collaborare e un terzo che sarebbe disponibile a firmare l’accordo stipulato tra Redmond e il DOJ.

Tra gli stati che più si oppongono ad un accordo in prima fila si trovano i potenti stati di California e Massachussets e probabilmente anche Iowa il cui attorney ha più volte sottolineato la necessità  di trovare un rimedio che realmente impedisse a Microsoft di perpetrare il suo abuso.
Al momento appare piuttosto improbabile che gli Stati riescano a trovare un accordo all’unanimità . Più concreta la possibilità  che alcuni di essi si distacchino dal gruppo che vuole accodarsi al Dipartimento di Giustizia e proseguano da soli sotto la guida della California e di Brendan Sullivan, avvocato noto per essere stato a capo del collegio dell’accusa nel processo Iran-Contras.
Una risposta definitiva si potrebbe avere entro questa sera quando la giudice Kollar-Kotelly attende un responso dagli Avvocati degli Stati.