Gmail: il mio regno per un account con Google

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Il servizio più popolare di posta elettronica che ancora non è stato lanciato, quello di Google da 1 GB di spazio online per intenderci, sta scatenando una vera e propria passione colletiva. Non è disponibile se non per un ristretto numero di tester, eppure c’è chi fa follie pur di potersene assicurare i servizi

Alle mode non si comanda. E Google è riuscito a lanciare una moda senza neanche bisogno di lanciare il prodotto. Parliamo della posta elettronica Gmail, che ha smosso il mercato a tal punto da far rimangiare a Hotmail e Yahoo le dichiarazioni che non avrebbero mai aumentato le quote per la posta dei loro clienti (addirittura ipotizzando di metterle a pagamento).

Adesso, si scopre che è stato aperto un sito in Canada, Gmail swap, dedicato a coordinare lo scambio di chi ha ottenuto in qualche modo un account in prova del servizio di Google in cambio di soldi o altri benefici. Soprattutto per evitare il rischio che i meccanismi di asta di eBay (pensata per le aste di beni mobili e non di account della posta). Fino ad ora sono state più di 500 le offerte di scambio per un account omaggio.

Un indice dell’attenzione che sta circondando il servizio sulla rampa di lancio di Google (attualmente nella fase di quotazione alla Borsa statunitense), sicuramente. Ma anche il segno di quanto possa essere significativo l’impatto delle iniziative dell’azienda californiana. Nonostante le polemiche legate al fatto che Google prevede di inserire pubblicità  basate sull’analisi automatizzata della corrispondenza (con lo stesso rilievo che viene usualmente dedicato alla pubblicità  nelle pagine del motivo di ricerca), il riscontro di pubblico e l’attenzione al nuovo servizio di Google è altissima.

In futuro, però, anche altre notizie potrebbero arrivare per gli utenti della rete, e sarebbero notizie non buone per quanto riguarda soprattutto Yahoo. Google ha infatti allo studio anche un sistema di groupware per la gestione di mailing list e gruppi di lavoro. Una brutta sorpresa per Yahoo (che con i suoi gruppi ha sino a questo momento una leva importante in questo settore) ma anche un passo importante nella strategia di Google di acquistare il più velocemente possibile una massa critica sufficiente a sopravvivere a quella che si preannuncia come la sfida più importante della seconda metà  del decennio: lo scontro frontale tra l’azienda fondata intorno a un algoritmo per rendere più efficiente l’idea di motore di ricerca e la casa di Redmond, Microsoft.

Anche se prima, pare, c’è il rischio che l’azienda californiana possa venir citata in giudizio dalla famiglia del defunto professor Edward Kasner, l’inventore di Googol, il numero con una serie enorme di zero (venne citato per la prima volta nel libro Mathematics and the Imagination degli anni Quaranta) che ha ispirato i due giovani studenti californiani per dare il nome alla loro start-up. Piccoli problemi di quando si diventa famosi…

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