I piccoli operatori mobili: stop all’esclusiva iPhone

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I piccoli operatori mobili americani scrivono alla Fcc, l’ente che regola le comunicazioni su rete wireless negli Usa: “Le esclusive come quella di iPhone rovinano il mercato e danneggiano la concorrenza”. Chiesto un intervento formale.

Gli operatori mobili minori degli Stati Uniti chiedono alla Fcc di investigare le pratiche che legano, come nel caso di iPhone, un particolare cellulare ad un operatore, creando un vincolo di esclusiva. La lettera inviata dai cosiddetti “operatori rurali” è stata resa nota oggi e ripresa da tutti i principali media americani che danno ad essa una grande evidenza.

Il documento (qui in versione Pdf) parte proprio dall’iPhone come esempio dei problemi che si determinano per i consumatori e per gli operatori minori da un contratto di esclusiva. Da una parte, dicono gli estensori della lettera, ci sono alcuni utenti di telefonia cellulare che non possono comprare iPhone perchè sarebbero costretti a stipulare un contratto con At&T pur vivendo in una zona dove At&T non offre copertura e a sfruttare il roaming. In questo caso, visto che l’operatore non consente di avere più del 40% di tempo in roaming, si ha come unica alternativa quella di sbloccare il cellulare; la situazione sarebbe abbastanza comune, dicono gli operatori rurali visto che avviene, oltre che in in molte zone extraurbane di Alaska, Arizona, Colorado, Idaho, Kansas, Maine, Montana, Nebraska Nevada, New Hampshire, New Mexico, North Dakota, South Dakota, Utah, Vermont e Wyoming. I residenti di Alaska e Vermont, in particolare, sarebbero state tra i più sfavoriti; At&T al lancio di iPhone non aveva un solo negozio in Alaska e neppure un servizio di copertura e un abitante di quello stato non poteva stipulare, secondo le regole di At&T, un contratto. In Vermont questa situazione perdura a tuttoggi.

A loro volta gli operatori rurali a fronte di questa situazione non sono in grado di pareggiare l’offerta dei “Big Five” (At&T, Verizon Wireless, Sprint Nextel, T-Mobile e Alltel Wireless) e sono in svantaggio nell’offerta e perdono clienti, il che genera un vantaggio sleale da parte dei grandi operatori. “Questo non significa creare un mercato che va a favore dei consumatori – dice il documento – che hanno necessità , invece, di essere protetti e che qualcuno ristabilisca un vero mercato competitivo”