Il tramonto del computer fisso ancora deve venire

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Stiamo entrando in un’era di mobilità sempre crescente, con telefoni, tablet e portatili sempre più flessibili, per quando ci si muove o per casa. E il divertimento, ma anche la connessione alla rete, passano anche tramite il televisore di casa. Tutto questo, secondo gli analisti, si traduce nel declino dei computer da scrivania. Oppure no?

Aspettiamo che ci sia qualcuno dei “grandi giornalisti” che colga la palla al balzo e tiri fuori il suo sermone domenicale, predicando l’ovvio: si vendono più computer portatili, telefoni intelligenti, tablet, console da passeggio (e da casa) che non computer fissi. Detto in altre parole, siamo davanti al tramonto del computer da scrivania.

Secondo Idc, una delle grandi aziende di analisi dei dati e fabbrica di predizioni di mercato, non solo c’è un calo nella vendita di computer fissi, ma la tendenza non sembra volersi invertire nel prossimo futuro. Se prendiamo come orizzonte di tempo li 2009 – per il quale ci sono ancora stime – e gli anni a seguire fino al 2013, cioè oltre il muro che secondo i Maya porrà  un termine definitivo a tutto, si scopre che il Pc fisso non sta bene.

Nel 2009 il calo dovrebbe essere un robusto -14,2% per gli Usa, mercato di riferimento nelle analisi di Idc. A fare da complice c’è anche e soprattutto la crisi. A seguire, nel 2010 si dovrebbe passare invece a un calo del 3,6%, che poi nel 2011 si riduce all’1,9% e infine nel 2012-2013 sarà  di -1,2%. Nel mondo, invece, il calo sarà  del 12,9% nel 2009, e poi -0,1% nel 2010, -1,6% nel 2011, -2,0% nel 2012 e infine un segno positivo a livello mondiale, anche se solo +0,9%, nel 2013

Insomma, il presunto declino del personal computer, del quale si stanno per celebrare pubblicamente le esequie, potrebbe essere in realtà  abbastanza prematuro. Forse il futuro del personal computer da scrivania è quello di essere ridimensionato, ripensato in parte, e soprattutto ridistribuito meglio tra paesi (la crescita internazionale sarà  dovuta soprattutto alle vendite in Asia e Africa, dove di computer non ce n’è nessuno). Però sostenere che siamo di fronte alla fine del computer fisso vuol dire essere ingenerosi e soprattutto eccedere nella fiducia che quello che oggi viene venduto possa ulteriormente rivoluzionare il paradigma dell’informatica di base.

Apple ha scommesso da quasi dieci anni sull’importanza del computer portatile ed è stata ripagata da un mercato che ha visto arrivare a una sostanziale parità  i due segmenti. Poi, ha letteralmente reinventato il mondo dei telefoni intelligenti e ha assistito alla crescita di quello dei netbook (ai quali non è interessata, come ha più volte detto) e allo sviluppo sulla carta dei tablet, sino a questo momento senza dire una parola ufficialmente. Un cambio di paradigma in questo settore, inventando qualcosa di nuovo che vada a coprire spazi prima inediti, questo sì che potrebbe comprimere ulteriormente le quote dei computer fissi. Ma il funerale del desktop è ancora abbastanza lontano nel tempo.