Intel, spazzeremo via AMD

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Propositi bellicosi alla Intel che promette: faremo piazza pulita della concorrenza. Il modo? Aumentare la velocità  in MHz, ovviamente. Ma qualcuno prima o poi dovrà  spiegare al mondo come sia possibile commercializzare un chip per macchine da migliaia di dollari che gira alla metà  delle velocità  di quelli destinati a macchine da poche centinaia…

Un vantaggio di 500 MHz. Questo dovrà  essere nei piani di Intel il vantaggio su cui conteranno i processori Pentium nei confronti di quelli AMD.
La strategia, che prevede una crescita aggressiva della velocità  nominale dei chip, è stata annunciata dai maggiori managers di Intel che hanno prospettato in questa ottica anche la rapida dismissione di tutta la serie Pentium III. “I chip per antonomasia nel settore desktop – ha detto Paul Otellini – saranno i Pentium 4. Le versioni da 1.5GHz e 1.6GHz dei Pentium 4 prenderanno il posto di quellle da 900MHz e 1GHz dei Pentium III. Entro la fine del mese verrà  lanciata una versione da 2 GHz”
Al momento il processore più veloce di Intel arriva ad 1.8 GHz, quello della concorrenza, ovvero AMD a 1.4 GHz. Nel momento in cui verrà  introdotto il Pentium 4 da 2 GHz il gap si accrescerà  anche se AMD intende presentare una versione da 1.5 GHz sempre entro fine mese.
Sempre entro poche settimane Intel intende introdurre nuove versioni di Celeron. Prima il processore per macchine a basso costo arriverà  a 1 GHz poi, prima delle fine dell’anno, a 1.2 GHz.
Ricordiamo che anche nel mondo PC da qualche tempo si è aperto un dibattito sul “mito dei megahertz”. Sempre più settori, stampa, managers, semplici consumatori, cominciano a chiedersi, dati alla mano, se questa corsa alla velocità  nominale abbia un senso e porti qualche beneficio ai consumatori. Numerosi benchtest dimostrano che i più recenti processori di Intel, pur di 300 o anche 400 MHz più veloci di quelli di AMD non sono in grado di batterli in termini pratici. La stessa Intel potrebbe presto essere in difficoltà  cercando di giustificare come sia possibile avere un processore, venduto a carissimo prezzo, per macchine professionali e server da 800 MHz e processori per macchine desktop e consumer da 2 GHz, svenduti a poche lire.