Jackson: potrei anche andarmene

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Il giudice Jackson conferma “Lascerò il caso se la corte d’appello dirà che ho sbagliato tutto” e poi rincara la dose: “La separazione in due entità di Microsoft è colpa dell’intransigenza di Redmond”

Il giudice Jackson si ritirerà  dal caso Microsoft se la corte d’appello determinerà  che le su decisioni sono state radicalmente sbagliate. Lo ha dichiarato lo stesso magistrato nel corso di una conferenza alla George Mason University Law School. “La mia decisione – ha detto Jackson – dipende largamente dalla fiducia che la corte d’appello riporrà  nelle mie decisioni. Se rinvierà  il caso per ulteriori sedute affermando che il mio giudizio è stato radicalmente errato allora lascerò il caso anche se la corte non dovesse chiedermelo esplicitamente”.
Microsoft aveva già  ufficialmente chiesto la rimozione di Jackson da ulteriori impegni del caso anti-trust citando alcune interviste pubblicate successivamente al pronunciamento del giudizio ma rilasciate dal giudice nel corso del processo.
“Quei commenti – ha detto Jackson – erano stati sottoposti ad embargo e questo per me vuole dire che fino a quando l’embargo non viene tolto non sono semplicemente mai stati fatti. Per questo non ho violato il canone che impone al giudice di non parlare di un caso fino a quando il caso non è concluso”
Nel corso della serata Jackson ha anche respinto anche le critiche piovute sul suo capo per non avere concesso abbastanza tempo a Microsoft per presentare elementi a suo favore contro la sentenza di separazione in due differenti entità . “La disposizione – ha detto Jackson – è stata l’extrema ratio assunta a fronte della rigidità  di Microsoft”