L’Estremo Oriente sempre più vicino al cuore di Cupertino?

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Apple si appresterebbe ad aggiungere un terzo negozio in Giappone oltre all’esistente e al prossimo da realizzarsi a Osaka, e studia anche di entrare in forze nel mercato di Taiwan. La battaglia è tra tutti i grandi big dell’elettronica e in palio c’è il mercato del futuro: la Cina

Secondo varie indiscrezioni che circolano in queste ore su diversi siti internet, Apple avrebbe studiato una strategia di conquista del mercato dell’Estremo Oriente, in pratica “accerchiando” la Cina (che promette di essere il maggior mercato per l’elettronica e l’informatica tra meno di dieci anni, secondo gli analisti).

Secondo alcune fonti, infatti, Apple starebbe studiando l’apertura di un terzo negozio in Giappone, dopo quello di Tokio aperto alcuni mesi fa e l’imminente apertura (del prossimo 28 agosto) di quello di Osaka di cui abbiamo parlato pochi giorni addietro. In questo caso non si tratterebbe di un imponente negozio porta-bandiera ma di un Apple Store di dimensioni “normali”, da realizzarsi nella città  di Nagoya, nel distretto di Aichi.

Rispetto a Tokio, la cui prefettura è popolata da più di 12 milioni di persone, e Osaka, che si aggira sugli 8,8 milioni, Nagoya è un centro che può contare su di una popolazione superiore ai sette milioni di abitanti ed offre quindi buone prospettive per la penetrazione del brand di Cupertino. Le indiscrezioni non forniscono una data di realizzazione e indicano il terzo negozio per il Giappone “non prioritario”, vale a dire che la sua realizzazione non avverrà  in tempi brevissimi.

Anche perché è un altro il mercato dell’Estremo Oriente nel quale Apple avrebbe intenzione di entrare con forza. Si tratta di Taiwan, l’isola abitata dai cinesi nazionalisti e dove viene prodotta la maggior parte della tecnologia elettronica mondiale. Tra le altre, infatti, anche la stessa Apple si serve di Quanta, Compal e Hon Hai come produttore dei propri computer portatili e fissi.

Le ambizioni di Cupertino mirerebbero, secondo quanto riporta la stampa locale, all’apertura nel centro della capitale Taipei di un negozio porta-bandiera e di altri due negozi “minori” in rapida successione, oltre a un accordo con una catena locale di distribuzione per aumentare la presenza nel Paese dei prodotti di Cupertino.

Sarebbe stata proprio la valutazione dell’impatto di vendite nell’are dell’iPod, il piccolo lettore di musica digitale a spingere Apple a pensare di aggredire rapidamente questo mercato. Senza dimenticare che la vicinanza con la Cina continentale offre un ulteriore motivo di spinta verso una delle aree del mondo che sta avendo una crescita economica sempre più rapida.

Il ciclo economico dell’area, infatti, sta rapidamente volgendo a maturazione e strati sempre maggiori delle popolazioni locali passano da un livello economico basso ad avere una capacità  di spesa e ambizioni di acquisto paragonabili a quelle statunitensi o dei paesi europei. Lo sanno bene tutti quei produttori, da Dell ad Hp, che stanno cercando disperatamente di entrare nel nascente mercato cinese con l’ambizione di dominarne i volumi di vendita attesi che vengono stimati su cifre estremamente elevate.