L’€™Inghilterra chiede un IMEI per iPod

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L’€™Inghilterra vuole fermare la microcriminalità  legata al furto degli iPod e convocherà  Apple per un summit. Obbiettivo: introdurre nel player un sistema di identificazione e disabilitazione automatica simile all’€™IMEI dei cellulari.

Le autorità  britanniche potrebbero chiedere a chi produce dispositivi da tasca per la musica digitale di introdurre sistemi che li rendono poco interessanti quando fossero sottratti al loro legittimo proprietario. L’€™intenzione di creare un’€™infrastruttura in grado di disabilitare e rendere inutilizzabili i player MP3 viene illustrata in un articolo pubblicato da Computing.co.uk , una rivista on line specializzata in informatica.

L’€™idea parte dai massimi livelli istituzionali, per la precisione da John Reid, home secretary del gabinetto britannico, corrispondente al nostro ministro degli interni, che ha intenzione di organizzare un summit cui saranno inviatati Apple e Sony per discutere dell’€™argomento.

L’€™idea di base è quella di creare qualche cosa di simile al sistema IMEI il codice identificativo scritto nell’€™hardware dei cellulari che può essere interrogato a distanza e, se necessario, impiegato per rendere inutilizzabile il telefono. Nel caso di iPod e di altri prodotti similari mancherebbe la connessione in rete wireless, ma tecnicamente questo potrebbe anche non essere un problema visto che un iPod (come i prodotti della concorrenza) vengono sempre collegati ad un computer per caricare musica e i computer praticamente sempre sono collegati ad Internet.

L’€™intenzione di convocare un summit per discutere delle problematiche di sicurezza dei prodotti come iPod nasce sulla scorta dell’€™intensificarsi di episodi di microcriminalità , che in qualche caso sfociano in veri e proprio gravi episodi criminosi segnati da omicidi, come è accaduto in passato negli Usa e anche in Europa.