Microsoft e Oracle, ora anche gli avvocati

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Prima l’ironia, poi gli insulti e ora anche gli avvocati. Tra Ellison e Gates non è mai corso buon sangue ma ora la battaglia arriva perfino alle carte bollate e finisce negli studi legali. Oggetto del contendere un database di Redmond e un benchmark di Ellison

Tra Oracle e Microsoft, è noto, non corre buon sangue. Causa, prevalentemente, della rivalità  personale tra Larry Ellison e Bill Gates che privatamente e anche pubblicamente non disdegnano di dichiararsi l’un l’altro nemici acerrimi attaccandosi anche personalmente. Fino a ieri si trattava di semplici schermaglie con attacchi frontali, spesso anche molto pesanti, ma che restavano confinate nell’universo del confronto verbale a distanza, con Ellison nel ruolo di provocatore più accalorato. Ma proprio una delle “performance” del fondatore e CEO, nonchè consigliere di amministrazione di Apple, ha fatto davvero arrabbiare Microsoft che questa volta ha messo in campo gli avvocati.
A suscitare le ire della società  di Redmond alcune affermazioni di Ellison nel contesto di OpenWorld che si è tenuto nei giorni scorsi. Il magmatico “mogul” di Oracle ha affermato che l’unica applicazione in grado di girare bene sui server Windows in cluster con SQL è una suite per i benchmarks dei database. “Tutto il resto gira peggio o gira più lentamente” avrebbe detto Ellison. In pratica, secondo il CEO di Oracle, Microsoft ha fatto sforzi non per ottimizzare il suo software ma per fargli fare bella figura con chi svolge i test usando strumenti che non hanno alcuna funzione reale quando si tratta di usare i database per lo scopo per cui sono stati creati. Ellison si è detto tanto sicuro delle sue affermazioni da offrire 10 milioni di dollari in premio a chi fosse in grado di dimostrare il contrario e trovare un software che è in grado di raggiungere le prestazioni segnalate dal software di benchmarking.
Microsoft ha immediatamente reagito alle insinuazioni di Ellison non cercando l’applicazione in questione e incassando un bel po’ di soldi, ma inviando una diffida legale al ripetere i benchmarks. “Ellison ha infranto le norme di licenza – ha detto un portavoce della società  – nessuno può pubblicare test dei nostri prodotti senza avere prima ottenuto il nostro permesso. Anche Oracle ha la stessa clausola contrattuale”
Nei mesi scorsi la battaglia dei database aveva coinvolto anche IBM, attualmente al secondo posto della scala con il suo DB2 Universal Database. Big Blue ha criticato la politica dei prezzi di Oracle usando come strumento di marketing un report del Meta Group smentendo poi la società  di Ellison quando questa ha pubblicizzato alcuni risultati secondo i quali i suoi prodotti sono migliori di quelli di IBM nel supporto ai mainframe