Microsoft stronca iTunes

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iTunes non è la scelta giusta per gli utenti Windows e il negozio on line di Apple non è abbastanza flessibile. Microsoft cerca di dissuadere con un comunicato ufficiale gli utenti PC dall’accostarsi alla Mela. Dietro al consiglio la paura di perdere la presa sulla vitale partita per il controllo dei diritti digitali.

iTunes per Windows offre troppo poche opzioni per gli utenti di una piattaforma che è abituata a scegliere. Questa l’opinione, che non si può certo definire entusiasta, di Microsoft sul debutto del software per la musica MP3 nel mondo PC.

Redmond per far sentire la sua voce usa un canale formale, quello del comunicato stampa, in cui il responsabile della divisione Media Digitali Dave Fester, risponde ad una serie di domande che dovrebbero contribuire a chiarire che cosa si pensa nella società  di Bill Gates della rivoluzione che sta portando la musica ad essere strettamente legata per distribuzione e fruizione al computer.

Secondo Fester “La piattaforma Windows è una sfida difficile per Apple. Gli utenti di iTunes per Windows non possono accedere a servizi proposti da altri fornitori di servizi restando legati ad iTunes Music Store. Questo è un passo indietro per gli utenti Windows che si attendono possibilità  di scelta in servizi, dispositivi hardware”

A Microsoft non piace neppure il negozio on line di Apple. Quello che si appresta a lanciare Napster, secondo Fester, sarebbe migliore per molti motivi: “Napster va oltre il download di singoli brani musicali ma offre, scaricamento illimitato di canzoni, radio, video musicali, condivisione di playlist e molto altro”

Ma che al fine, dichiarato, di consigliare gli utenti Windows alla ricerca del meglio nel campo della musica digitale, un meglio che non sarebbero né iTunes né iTunes Music Store, si accosti un altro e per nulla secondario, anzi, fondamentale fine è facile intuirlo da uno dei difetti principali attribuiti ad iTunes. “Se si usa il negozio di Apple con iTunes * dice Fester * non si ha la possibilità  di utilizzare 40 differenti lettori digitali compatibili con Windows Media”

E poi più avanti si legge “I fans musicali dovrebbero usare servizi che traggono vantaggio della miglior piattaforma musicale disponibile su Windows. Con Windows Media 9 Series si ha un avvio più rapido, miglior qualità  musicale e il supporto della gran parte dei dispositivi digitali”

Più che consigliare gli utenti Windows o supportare Napster o stroncare iTunes, dunque, lo scopo della velina distribuita da Microsoft è quello di sostenere la propria piattaforma digitale proprietaria, quel Windows Media Player già  criticato da molti (tra cui anche alcune grandi realtà  del mondo industriale) che lega strettamente alla tecnologie di Microsoft.
Un vincolo che consente a Redmond di imporre le sue condizioni economiche e strategiche alla galassia digitale (non solo musicale) costituita dai produttori hardware e software e, soprattutto, dei fornitori di contenuti.
Basti pensare che cosa significa per Microsoft la concessione in licenza delle tecnologie di protezione dei contenuti digitali a chi costruisce lettori MP3 o a chi vende musica su Internet.

L’ingresso di Apple, con il principale negozio di musica on line oggi sul mercato e del più venduto riproduttore MP3 sul mercato corre il rischio di sconvolgere o se non altro di deviare le strategie di Redmond. iPod non supporta Windows Media 9 e il suo sistema di codifica, lo stesso accade per iTunes Music Store e iTunes.

Se Apple avrà  successo, contando anche sull’immagine conquistata nei media nel corso dei mesi scorsi, probabilmente non scalzerà  Microsoft costringendola al passo indietro, ma di sicuro potrebbe scavarsi un’importante nicchia anche nel mondo Windows obbligando il gigante di Redmond a ridisegnare i suoi piani.
Non operando monopolisticamente, ad esempio, sarebbe difficile imporre prezzi e tecnologie e dirigere l’innovazione verso le direzioni obbligate e gradite a Redmond.

In passato Microsoft di fronte a questo rischio avrebbe avuto la scialuppa di salvataggio offerta dal controllo che ha sul sistema operativo; sarebbe stato facile scardinare iTunes alle fondamenta tendendogli qualche “trappola” di programmazione in Windows, una pratica che il processo per esercizio illegale del monopolio dimostrò essere stata perseguita con metodo da Microsoft.
Tra gli altri anche Apple con il suo QuickTime ne pagò le conseguenze.

La speranza è che anche per l’effetto di quelle vicende giudiziarie e le disposizioni seguirono al processo l’azienda delle Finestre pensi a lungo prima di seguire questa strada, provando invece a concorrere con correttezza e lealtà , migliorando la sua offerta e il suo software.

Potete discutere sull’argomento su questa pagina del Forum di MacityNet.

Per tutte le informazioni su iTunes per Windows, il servizio musicale di Apple e le novità  di iPod cconsultate questo articolo di MacityNet e la sezione di MacityNet dedicata ad iPod.