MobileMe: Apple si migliora ma perde l’occasione di osare

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MobileMe è sicuramente un passo in avanti rispetto a .Mac, ma manca l’occasione di abbracciare del tutto la filosofia del Web 2.0, relegando troppo in disparte la condivisione dei contenuti e la creazione di un vero e proprio network sociale.

Come ormai noto, dal prossimo luglio .Mac lascerà  il posto al nuovo MobileMe, “l’Exchange per il resto di noi” come definito da Steve Jobs. Con l’introduzione del suo successore, molti finalmente esulteranno: MobileMe promette di offrire funzionalità  decisamente interessanti, come la mail push, la completa integrazione e sincronizzazione della rubrica e del calendario fra dispositivi in mobilità , conditi da un’interfaccia Web 2.0 all’avanguardia.
L’entusiasmo ha forse eclissato due dettagli, il primo più tecnico e il secondo un po’ più concettuale.

Per prima cosa, la “morte” di .Mac segnerà  anche la fine di alcune feature, meno importanti rispetto ai sostanziosi update presentati, ma comunque degni di nota.
Prepariamoci dunque a salutare le iCards, le cartoline inviabili tramite .Mac che non saranno più disponibili, così come .Mac Slides, che consentiva di creare screensaver personalizzati da condividere. Si conclude anche il supporto al vecchio Mac Os X Panther ed, infine, non saranno più accessibili i segnalibri online.

Proprio quest’ultimo punto ci porta ad alcune considerazioni sulle scelte della Mela e sulla filosofia espressa da un servizio come MobileMe, che mostra il suo lato “mobile” molto individualizzato. Non a caso forse è stato scelto il post-fisso “me”, una particelle che indica l’individualità , sì mobile, ma sempre individualità .

Se MobileMe si esprime attraverso un’interfaccia Web 2.0, esprime però una filosofia che poco si presta alla nuova concezione del web nascente, spesso incarnata dal social networking.

MobileMe va verso un’altra direzione e, almeno stante la presentazione ad oggi disponibile solo “su carta”, non fa alcun passo verso la condivisione dei contenuti, almeno non nel senso spinto tipico delle reti sociali.
Prendiamo ad esempio proprio i segnalibri online: sarebbe stata un’ottima iniziativa creare un servizio non solo di sincronizzazione dei segnalibri, ma anche di condivisione degli stessi, magari con tutti gli abbonati a MobileMe, con gli amici o gli invitati. Un po’ come succede con l’apprezzatissimo Del.icio.us.

Invece Apple ha del tutto eliminato i segnalibri online, lasciando la sincronizzazione solo fra dispositivi; così anche gli altri servizi non mostrano particolari slanci verso una condivisione spinta dei contenuti generati o generabili dagli utenti, se si eccettuano forse la Gallery e iDisk, che non evidenziano però una così forte propensione allo sharing.

Segno che forse Apple non creda particolarmente nei social network? Potrebbe anche essere: MobileMe avrebbe potuto chiamarsi “MobileWe”, trasformandosi in un servizio riccamente integrato non solo in una prospettiva ripiegata verso l’utente preso singolarmente, ma più orientata ad una comunità , che nel caso specifico è quella degli Apple-fans, una comunità  coesa come poche.

Resta quindi l’impressione che, nonostante il passo in avanti, Apple abbia perso l’occasione di non limitarsi ad un passo in avanti, ma di spingersi ad un vero e proprio salto.

Almeno in attesa che non decida di compierlo davvero.