Porte in faccia al Mactorola

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Apple e Motorola presentano il loro telefono agli operatori americani ma per ora ricevono porte in faccia. I carrier non sono interessati ad strumento da cui non possono trarre profitti e in alternativa preparano negozi di musica on line. Obbiettivo: vendere canzoni a 3 dollari l’una e seppellire iPod con una valanga di cellulari musicali. Ci riusciranno?

Apple e Motorola avrebbero già  trovato diverse porte chiuse di fronte alla loro idea di un telefono in grado di suonare le canzoni di iTunes. A sbarrare il passo tre dei principali carrier di telefonia cellulare americani: Verizon, Cingular e Sprint. Il motivo? Quello noto: il “Mactorola” non è in grado di scaricare canzoni usando la normale linea telefonica cellulare e, dunque, non produce profitto per i gestori della rete.

A rivelare il retroscena, di cui nei giorni scorsi si era solo vociferato, l’attendibile BusinessWeek che nella sua edizione on line traccia un quadro non propriamente tranquillizzante per le strategie di Apple e Motorola in questo ambito.

Secondo la rivista finanziaria i fornitori di servizi di telefonia, al pari di Apple, vedono grandi opportunità  nell’ambito della musica digitale, ma pensano che non abbia alcun senso economico lasciare ad altri il controllo dei profitti come accadrebbe con il Mactorola. Il telefono cellulare frutto della collaborazione tra Schaumburg e Cupertino, infatti, funzionando come semplice player di audio scaricato con il computer, porterebbe profitti solo nelle tasche di chi produce l’hardware (Motorola) e di chi vende canzoni e cede le royalties del sistema di DRM (Apple). Molto più economicamente interessante per chi gestisce il servizio, è obbligare i clienti a scaricare canzoni dalla rete cellulare applicando un forte ricarico, nell’ordine dei due se non tre dollari per ciascuna canzone. Di qui l’ostracismo al telefono di Motorola, estromesso dalla serie di terminali a marchio dell’operatore e, come tale, confinato in una nicchia di apparecchi più costosi, ricercati e meno popolari.

A confermare le voci alcune dichiarazioni non del tutto esplicite in merito, ma per interpretare le quali non sono necessari sforzi particolari. “Abbiamo un’opportunità  incredibile di avere un impatto nell’ambito della musica digitale”, ha detto a Businessweek Dennis F. Strigl, amministratore delegato di Verizon. “E’ difficile per chiunque, in qualunque industria, supportare qualcosa che ti taglia fuori da profitti potenziali”.

Fonti vicine ad Apple, citate dal giornale, sembrano ammettere a mezza bocca che qualche cosa sta accadendo, ma fanno anche sapere che ci sarebbe almeno un operatore di telefonia americano che avrebbe accettato di includere nella sua offerta di cellulari marchiati, il telefono di Motorola ed Apple. E a fronte del proposito “irrealistico” da parte di Verizon, Sprint e Cingular a vendere canzoni a due o tre dollari, Apple avrebbe anche commentato: “Pensano che la gente sia stupida ad acquistare qualche cosa a tre dollari quando può averla ad un solo dollaro?”.

Ma gli operatori sarebbero sicuri di avere la situazione in pugno. La certezza sarebbe dettata dalla lezione appresa con la vendita delle suonerie: semplici brani di canzoni con un costo da uno a tre dollari che producono un fatturato di 5,8 miliardi di dollari l’anno. Per non dire dei vantaggi di cui godono i gestori delle linee telefoniche cellulari in fatto di fatturazione ai clienti. Poiché chi ha un telefono ha anche una carta prepagata o un accredito bancario, per comprare le canzoni non dovrà  attuare una transazione su carta di credito. Questa operazione, indispensabile per comprare canzoni su iTunes Music Store, costa ad Apple da 17 a 20 centesimi di dollari per singola canzone. Se anche i carrier dovessero vendere brani ad un dollaro, potrebbero quindi guadagnare significativamente di più di quanto non guadagna Apple e non è da escludere che dopo un lancio con prezzi ad alto ricarico, i costi possano scendere.

Infine, dice BusinessWeek, un altro importante vantaggio dei gestori di telefonia è l’hardware. Se è vero che Apple ha venduto 10 milioni di iPod è vero che in circolazione ci sono 1,4 miliardi di cellulari e che nel 2008, come dice Strategy Analitics, i telefoni in grado di fare, anche se magari non in maniera così sofisticata, quello che fa iPod, saranno 860 milioni costituendo una formidabile concorrenza e un fattore incentivante per chi volesse vendere musica via telefono.

Insomma, dando per scontato che, come intuito giustamente da Jobs al momento di stilare un patto con Motorola, i telefoni cellulari saranno un importante fattore della fruizione della musica digitale, all’orizzonte si presenta una sfida difficile per Cupertino. Una sfida che può contare su qualche alleato importante (la popolarità  di iPod e dell’iTunes Music Store, Motorola, ovvero il secondo produttore di cellulari al mondo) ma anche tanti nemici, altrettanto se non più importanti e se lo scenario dipinto da BusinessWeek, come pare, è realistico, la battaglia potrebbe essere inevitabile e comunque andrà  sul terreno lascerà  qualche vittima eccellente.