Pre, lancio il 17 maggio?

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Secondo alcune fonti interne a Sprint il Palm Pre potrebbe arrivare il 17 maggio. Vacanze dei commessi congelate in vista del lancio. Ma il cellulare destinato a sfidare iPhone potrebbe anche essere presentato il 29 giugno per un faccia a faccia diretto con il nuovo modello del cellulare di Cupertino.

C’è una data per il lancio del Pre: l’atteso telefono di Palm che dovrebbe insidiare il mercato di iPhone potrebbe arrivare il 17 maggio. L’indiscrezione trapela da Phone News un sito specializzato in telefonia che cita a sostegno della sua tesi le informazioni raccolte direttamente da Sprint, l’operatore mobile che ne curerà  la vendita negli Usa.

Secondo le fonti interne di Sprint, il carrier avrebbe congelato le ferie dei commessi che operano a contatto con il pubblico nei giorni prima e dopo il 17 maggio, data di annuncio della disponibilità  del telefono.

Se Sprint non dovesse essere in grado di avere una quantità  di Pre sufficienti a soddisfare la prevedibile grande richiesta dei primi giorni, il lancio potrebbe essere differito di oltre un mese. Una nuova finestra si aprirebbe il 29 giugno. Quest’ultima data potrebbe presentare uno scenario interessante perché molto probabilmente porterebbe il Pre a confronto diretto con il nuovo iPhone. Fine giugno e inizio luglio sono i giorni più attendibili per il debutto sul mercato della nuova generazione del telefono di Cupertino.

Il 29 giugno, per altro, è anche il secondo anniversario del lancio dell’iPhone originale, quello Edge, e la data sarebbe strategica perché in quella stessa giornata scadrebbero i due anni di contratto che vincolano gli acquirenti di iPhone ad At&T e Sprint potrebbe provare a “lucrare” sull’evento. In realtà  al momento le possibilità  che Apple arrivi a quella data cruciale senza avere almeno annunciato il nuovo telefono e anche ad aprire i preordini per il dispositivo, sono molto basse. A Cupertino non si sono mai visti suicidi commerciali nel corso degli ultimi anni e quello rappresentato da una Apple che alla scadenza di decine di migliaia di contratti non presenta solidi motivi, ovvero un nuovo prodotto, per incentivare al rinnovo degli stessi, sarebbe il suicidio perfetto.