Privacy, Apple risponde alle domande del Congresso degli Stati Uniti

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Apple risponde con una lettera ufficiale alle domande poste sul rispetto della privacy da parte di iPhone poste da due rappresentanti del Congresso:  “Non raccogliamo – dice la Mela dati che rendono possibile risalire al dispositivo stesso o all’utente. Le coordinate reali GPS trasformate in un codice”. 13 pagine di dettaglio in materia.

Il Congresso degli Stati Uniti ha reso pubblica una lettera di 13 pagine inviata da Apple in risposta alle preoccupazioni di due Rappresentanti che chiedevano chiarimenti circa le policy e il trattamento dei dati per la tutela della privacy degli utenti. Nel lungo documento Cupertino illustra nei dettagli le procedure che permettono di tutelare i dati degli utenti e anche le informazioni relative alla geo-localizzazione.

Nella lettera redatta da Bruce Sewell, consulente legale generale di Apple, si precisa che quando un dispositivo Apple invia informazioni sulla posizione GPS, sulle torri cellulari, Wi-Fi e dati per la diagnosi non viene inclusa alcuna informazione che permette di identificare il dispositivo o l’utente. Per garantire la sicurezza nei trasferimenti dei dati Apple dichiara che le coordinate reali dei dispositivi sono raccolte e spedite in blocchi solamente una volta ogni 12 ore, utilizzando un codice identificativo causale rinnovato in automatico dai dispositivi ogni 24 ore che in nessun modo permette di risalire all’utente o al dispositivo stesso.

Per quanto riguarda la piattaforma pubblicitaria iAD di Apple le coordinate espresse in longitudine e latitudine degli utenti sono raccolte in modo anonimo e subito convertite in con codice ZIP, l’equivalente USA del nostro CAP. Le coordinate reali non vengono conservate, inoltre i server iAD non associano il codice della località ZIP con un particolare dispositivo o utente. Agli inserzionisti non è mai permesso accedere ai codici ZIP.

Ricordiamo che la richiesta di informazioni circa il trattamento, la raccolta dei dati e la privacy degli utenti è stata inoltrata ad Apple dai Rappresentanti Edward J. Markey e Joe Barton in seguito alle preoccupazioni sollevate sulla materia con l’aggiornamento della policy Apple del 21 giugno. Con il rilascio di iOS 4 veniva infatti visualizzato un messaggio in cui Cupertino avvisava gli utenti circa il possibile utilizzo anonimo dei dati sulla localizzazione, anche in tempo reale, per migliorare e fornire nuovi servizi e prodotti basati appunto sulla geo-localizzazione.

Apple precisa anche come gli utenti che non desiderano condividere in nessun modo i dati sulla geo-localizzazione possono disattivare completamente questa funzione dal menu di configurazione di iOS 4 infine è sempre possibile negare l’accesso a questi dati rispondendo negativamente alla richiesta visualizzata al lancio delle app che ne fanno uso. La versione integrale del documento di 13 pagine inviato da Apple al Congresso può essere consultato e scaricato a partire da questo link.