Scott McNealy, capo di Sun: Voglio anch’io un “momento iPod”

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Alla conferenza organizzata per i partner da Oracle, la casa del database guidata dal vulcanico Larry Ellison, si sono alternati ben quattro amministratori delegati. Paul Otellini di Intel, Mark Hurd di Hp, lo stesso Larry Ellison e Scott McNealy di Sun Microsystems. E quest’ultimo ha dichiarato alla platea di ventimila partner: “Apple è bello”.

Il business non è fatto solo di prodotti e di strategie. C’è anche il carisma dei leader, che spesso negli Stati Uniti si confrontano con adunate oceaniche di clienti e partner per mostrare quanta energia siano in grado di mettere nel loro lavoro. E poi il business è fatto anche della straordinaria capacità  tutta americana di metabolizzare quel che accade nel mercato e restituirlo in forma di slogan e “visione”, cioè di rimanere agganciati allo spirito del tempo.

All’evento di Oracle in corso in queste ore a San Francisco, nella consueta cornice del Moscone Center, si sono alternati i leader di quattro aziende chiave per capire il mercato dell’informatica mondiale: Oracle stessa, Hp, Intel e l’enfant prodige degli anni che furono, Sun Microsystem.

Proprio quest’ultima società , in cerca di una identità  e coinvolta in un piano di ristrutturazione epocale (nel 2001 il titolo Sun valeva 60 dollari, oggi è quotato a meno di quattro) per restare a galla, la casa storica ha in mano tecnologie e prodotti di ottimo livello. Sta trasformando Java in una suite per le imprese, sta creando un nuovo mondo con i suoi server Sun Fire della linea Galaxy basati su processori a 64 bit dual core di Amd (schiaffo a Intel), sta lanciando i suoi nuovi processori UltraSparc IV e prepara la presunta entrata trionfale sul mercato del nuovo processore 64 bit “Niagara”, che arriva in ritardo rispetto a tutti gli altri attori del mercato ma dovrebbe fare lo stesso la differenza. Insomma, è più vitale e scalciante (“alive and kicking”, come dicono qui) che mai.

Cosa le manca, allora? Nel corso del travolgente keynote di Scott McNealy, conosciuto per l’ironia e il sarcasmo con il quale incanta le platee – oltre a un gusto un po’ pacchiano per le trovate, come quella di portare un cane sul palco del Moscone alcuni anni fa e fargli fare pipì sugli idranti individuati con il nome dei concorrenti della sua azienda), il Ceo di Sun Microsystems non si è fatto mancare un momento di sincerità .

“Quello che cerchiamo – ha detto – è un “iPod moment”, un momento iPod nel quale i nostri prodotti che sono buoni e già  di ottima qualità  e prezzi contenuti, possano fare il salto di qualità  nelle vendite e nella visibilità  presso il pubblico, facendo la nostra fortuna come l’iPod ha fatto la fortuna di Apple”. Tanto di cappello alla sincerità  di McNealy per il suo amico Steve Jobs, un altro “anziano” della Silicon Valley che i nostri lettori ben conoscono…