Stop ai Drm, le case discografiche sono ormai alle strette

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L’accordo tra Emi ed Apple per la commercializzazione di musica senza Drm ha messo in difficoltà  le restanti tre grandi case discografiche. “Solo una questione di tempo – dice un analista – prima che anch’esse cedano a questa iniziativa”. Il passo verso un universo musicale senza sistema di protezione dei diritti digitali passa per le trattative di rinnovo dei contratti per iTunes.

Due mesi di tempo e poi la musica senza Drm potrebbe diventare una realtà  comune a tutte le grandi case discografiche. Questa la previsione di Ted Cohen, un ex manager Emi intervistato dall’€™agenzia Reuters.

Due mesi, secondo Cohen che ora lavora per Tag Strategic, una società  di consulenze, sarebbero il tempo necessario a Sony Bmg, Universal Music e Warner per capire come stanno andando le cose per Emi, la prima casa discografica al mondo ad avere fatto il passo verso l’€™eliminazione del sistema di protezione dei diritti. A quel punto prenderanno una decisione che, secondo alcuni osservatori citati sempre da Reuters ben difficilmente non sarà  la stessa assunta dalla casa discografica britannica. ‘€œPubblicamente le case discografiche dicono che per ora stanno solo facendo degli esperimenti ‘€“ dice l’€™agenzia -, ma privatamente i manager concordano sul fatto che il rilascio di musica senza Drm è solo una questione di tempo’€.

‘€œHanno firmato quell’€™accordo per compiacere i suoi azionisti che erano preoccupati per la posizione di retroguardia che hanno nell’€™ambito della musica digiale ‘€“ dice un altro manager che preferisce restare anonimo riferendosi al patto siglato con Aple ‘€“ ma Emi ora ci ha messo tutti in difficoltà ‘€. Secondo Cohen Emi avrebbe potuto approfittare dell’€™occasione per spingere Apple sulla strada dell’€™interoperabilità  di FairPlay con altri lettori di musica digitale invece che puntare sull’€™eliminazione dei Drm. Apple, infatti, sempre secondo Cohen, non è tanto preoccupata del problema dei Drm quanto del fatto che in Europa è sotto pressione da parte delle autorità  nazionali che vogliono aprire la musica di iTunes ad altri player.

La casa discografica che potrebbe dare la spallata definitiva alla protezione dei diritti digitali è Universal che controlla il 30% del mercato della musica. ‘€œSe Universal seguisse Emi ‘€“ dice Cohen ‘€“ le altre non potrebbero che adeguarsi’€. E Universal potrebbe essere vicinissima a rilasciare musica senza Drm, siglando un accordo con Amazon e che diventerà  effettivo da maggio, almeno stando ad alcune voci.

Apple da parte sua sembra essere in una posizione di forza ed avere la possibilità  di proporre alle case discografiche un passo nella direzione compiuta da Emi. L’€™occasione sarebbe offerta dalle trattative per il rinnovo dei contratti iTunes e, soprattutto, dall’€™80% del mercato della musica digitale che Cupertino controlla negli Usa. Avendo una posizione di predominio nel settore Apple potrebbe spingere per avere il “sì” da parte di Sony BMG, Universal e Warner alla musica senza Drm.

Inizialmente ai primi posti nell’€™agenda dei colloqui che stanno per partire e dureranno per buona parte dell’estate, dovevano esserci tematiche come un aumento dei margini di profitto sulle canzoni, incentivi per l’€™acquisto di album e un servizio per la musica in abbonamento, ma ora sembra proprio che le trattative con tutte le case discografiche partiranno proprio dall’€™eliminazione dei diritti digitali.