Transmeta fuori dal mercato dei processori?

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Transmeta potrebbe uscire dal mercato dei processori. La scocietà , fondata anche per iniziativa di Torvalds Linus, contribuì a mettere fine alla corsa dei Megahertz e focalizzare l’attenzione sulla necessità  di abbattere i consumi dei semiconduttori.

Transmeta potrebbe uscire dal mercato dei processori. La società  americana, che ha avuto per qualche tempo anche la collaborazione di Linus Thorvalds e specializzata in chip a basso consumo, ha fatto sapere ieri di avere messo questa opzione all’ordine del giorno di alcune riunioni che si terranno nei prossimi giorni.

Secondo quanto è dato di sapere la scelta deriverebbe dallo scarso successo commerciale dei prodotti Crusoe ed Efficeon e dal parallelo interesse che stanno, al contrario, suscitando le tecnologie su cui essi sono fondati. Transmeta intenderebbe capitalizzare questa situazione focalizzandosi sulla ricerca e lo sviluppo di soluzioni che potrebbero poi essere vendute a terze parti.

Se davvero Transmeta dovesse uscire di scena come produttore di processori si tratterebbe di un fatto rilevante per il mondo dei semiconduttori, non tanto per l’impatto che la società  americana sta avendo in termini di mercato, quanto per l’influenza che la sua comparsa sulla scena avvenuta alcuni anni fa, ha avuto nel trasformare il concetto intorno al quale vengono sviluppati i chip, in particolare quelli per i portatili.

Transmeta al momento del suo debutto lanciò, infatti, processori per PC con consumi di molto più bassi di quelli che erano possibili usando prodotti presenti nel listino di AMD e, soprattutto, Intel. La convinzione era che i consumatori fossero disposti a rinunciare ad una parte delle prestazioni in cambio di una maggiore durata delle batterie nell’ambito dei portatili. Questa filosofia ebbe un discreto successo in Giappone (dove sia NEC che Sony lanciarono portatili dotati di processori Crusoe), ma non altrove dove le minori prestazioni derivanti sia dall’abbattimento dei consumi sia, soprattutto, da un originale sistema d’emulazione delle istruzioni x86 contenuto nei processori, suscitarono scetticismo. Trasmeta vide ridursi progressivamente la sua quota di mercato, già  bassa fin dall’inizio, venendo confinata in un mercato di nicchia, quello degli ultra-ultra portatili, dei gadget digitali e dei server Linux a basso consumo.

E’ opinione comunque, comunque che nonostante lo scarso successo commerciale, furono le scelte strategiche di Transmeta a spingere il colosso Intel a rivedere parte delle sue politiche sulle tecnologie da impiegare per migliorare i suoi processori. Secondo molti analisti l’apparizione di Crusoe, ad esempio, indusse Intel a rilasciare i Pentium M, chip per portatili che, proprio in base alla filosofia di Transmeta, per la prima volta segnalarono la fine della rincorsa esasperata ai Megahertz a favore di un basso consumo e di un minore riscaldamento.

Un annuncio definitivo sul futuro di Transmeta e sulla strada che il management percorrerà  per rilanciarsi sul mercato, dovrebbero essere oggetto di un incontro con gli analisti fissato per il 21 gennaio.