Worker Bee: così arrivò alla Apple

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Worker Bee lavorava alla Apple solo da poche settimane quando rivelò i segreti del cubo. Quanto gli costerà la sua leggerezza?

Worker Bee lavorava alla Apple solo da qualche settimana quando decise di rivelare in anteprima, pubblicandoli su Gecities, i segreti del Cubo e dei nuovi mouse. Lo si apprende da un articolo del San José Mercury Times che aggiunge dettagli inediti alla vicenda ora nelle mani di un tribunale della contea di Santa Clara.
Juan Gutierrez, questo il vero nome di Worker Bee, era stato selezionato da Modis, una società  di lavoro interinale che da tempo lavora con Apple. Dopo un esame attitudinale, un’accurata ricognizione sul suo curriculum e un colloquio era stato Gutierrez era stato collocato nel settore che cura la qualità  del software. Nelle sue mani passavano, quindi, tutti i progetti allo stadio finale per le necessarie verifiche e compatibilità . Gutierrez vide e testò personalmente il Cubo, i mouse e le tastiere settimane prima del loro effettivo rilascio proprio perchè, evidentemente, Apple aveva necessità  di verificare la loro compatibilità  con il software e i sistemi operativi fino ad oggi rilasciati.
“Se le cose stanno realmente in questo modo – hanno dichiarato al Mercury Times alcuni dei responsabili di Modis che colloca presso Apple una decina di dipendenti all’anno – si tratta veramente di un caso imbarazzante. Da anni lavoriamo con Apple e non abbiamo mai avuto a che fare con nulla del genere”.
Gutierrez è stato identificato da Apple grazie ad un’indagine svolta sul suo account con Geocities, citata dalla società  di Cupertino per fare piena luce sul caso. La vertenza legale dovrebbe essere portata davanti al giudice nei prossimi mesi anche se al momento non è chiaro quale tipo di danni Apple dichiarerà  di avere subito e che tipo di richieste economiche avanzerà  nei confronti dell’impiegato “chiaccherone”. Teoricamente si potrebbe trattare di milioni di dollari di danni anche se l’impressione generale è che la società  di Cupertino si limiterà  ad esigere una punzione che possa essere d’esempio per dipendenti e terze parti che, una volta firmato un accordo di segretezza, sono tentati dal violarlo.