Xerox, una copertura chimica per prolungare la vita delle stampanti

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Un nuovo “super-rivestimento” dimostra come i materiali intelligenti e le nanotecnologie influenzeranno la progettazione dei futuri prodotti per l’ufficio e la produzione.

Un gruppo di scienziati di Xerox, impegnati nel tentativo di sviluppare nuovi metodi per prolungare la vita dei componenti delle stampanti e ridurre nel contempo l’impatto sull’ambiente, ha progettato una nuova “copertura” chimica per proteggere i fotorecettori, gli elementi sensibili presenti nelle macchine xerografiche. Protetto dalla normale usura, un fotorecettore con il nuovo “super-rivestimento” è in grado di sopportare oltre un milione di rotazioni, praticamente il doppio della tradizionale vita utile.

“Il prolungamento della vita utile dei fotorecettori riduce la necessità  di sostituire le cartucce, con un contenimento degli sprechi pari al 33%”, ha spiegato Yonn Rasmussen, Vice President dello Xerographic Component Systems Group. “In questo modo gli utenti beneficiano di tempi morti notevolmente ridotti e, conseguentemente, di meno interruzioni del flusso di lavoro, con un incremento della produttività , una riduzione dell’impatto ambientale e minori richieste di assistenza”.

I fotorecettori, elementi composti da più strati di una sottile pellicola che convertono la luce in immagini elettrostatiche, devono essere sostituiti periodicamente a causa dell’usura e dei graffi alla superficie, che possono influire negativamente sulla qualità  dell’immagine.

“L’obiettivo ultimo” ha spiegato Giuseppa Di Paola-Baranyi, Laboratory Manager for Materials Integration dello Xerox Research Centre in Canada, “è riuscire a sviluppare fotorecettori in grado di durare per l’intero arco di vita della macchina. Per esempio, se una persona si graffia una mano e poi guarisce, si tratta di un processo biologico. Allo stesso modo, noi cerchiamo di riprodurre i processi naturali facendo leva sulla nostra esperienza nella progettazione di materiali intelligenti e nelle nanotecnologie per creare molecole destinate a recettori di nuova generazione, caratterizzati da capacità  di auto-riparazione”.

Il recettore di nuova generazione è integrato nella progettazione standard delle macchine e non richiede alcuna modifica particolare dell’hardware né costi aggiuntivi per il cliente.

Un gruppo di lavoro globale e multidisciplinare operante in seno al Research Centre of Canada, il gruppo di progettazione Xerographic Component Systems Group operante a Webster (New York) e il team produttivo di Venray (Paesi Bassi) hanno sviluppato il progetto dalla fase pilota in Canada a quella di produzione a Venray in meno di un anno, un tempo record per l’introduzione sul mercato di una tecnologia innovativa come questa.

[A cura di Mauro Notarianni]