iPod: il guaio della celebrità 

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L’iPod in questi giorni è apparso nei titoli di quotidiani e servizi televisivi molto spesso a sproposito: è il prezzo della fama e anche di un pò di approssimazione.

Due notizie hanno scosso gli utenti Apple in questi giorni riguardo il riproduttore musicale che sta monopolizzando il mondo della musica digitale: da una parte la storia complicata dei brevetti (di cui vi abbiamo riportato su queste pagine) molto semplicisticamente commentata da alcuni come una vittoria di Microsoft (che non ha neppure avuto approvati i suoi brevetti in concorrenza); dall’altra parte l’ennesimo allarme sui danni acustici riportabili dall’ascolto di iPod.

Le notizie di per se non erano neppure novità  assolute visto che la lotta sui brevetti di iPod va avanti da qualche mese e gli studi sui problemi dati dall’ascolto continuato in cuffia e ad alto volume si fanno fin dai tempi del walkman e ovviamente su tutti i riproduttori di musica.

Quel che è interessante è come, quando appare la parola magica “iPod” si tende ad esagerare o a rendere protagonista di una notizia un oggetto che ormai deve essere diventata una vera ossessione anche per le testate generaliste.

“Parlatene anche male purchè se ne parli” è un’ottima regola per rendere ancora più famoso un oggetto che ormai rappresenta un fenomeno sociale ma molto spesso l’approssimazione o la generalizzazione rendono un cattivo favore ai media stampati che a differenza di quelli web hanno poco tempo e spazio per correggersi o approfondire eventuali errori e strafalcioni.

Che l’iPod rappresenti ormai nel bene o nel male un atteggiamento “sociale” più che una moda fine a se stessa è testimoniato anche dalle sue apparizioni in film e telefilm soprattutto d’oltreoceano e se in film come “la giuria” sono strumenti tecnologici al servizio della giustizia in alcune puntate della serie 11 di “E.R.”. che andranno in onda in Italia questo inverno, rappresenta lo straniamento delle giovani generazioni isolate dal mondo dalle proprie cuffiette bianche.
Proprio come accadeva ai tempi del walkman.

Ma oggi iPod rappresenta anche una scommessa, quella di una azienda vista da sempre come la cenerentola del marketing e l’eterna predestinata alla sconfitta nei confronti di Microsoft o dei conglomerati delle telecomunicazioni in un mercato che di fatto ha inventato e che sta ancora dominando nonostante i voodoo mediatici che da tempo si organizzano magari inconsapevolmente o per pura banalizzazione: punture di spillo che sembrano simili per gli effetti più che altro a quelle delle zanzare tigre che infestano la nostra nostra estate più che ai riti haitiani.