iTMS Europa: arrivano gli “indiani” e suonano la musica di Apple

di |
logomacitynet696wide

Il negozio di musica digitale creato a Cupertino nella sua edizione europea è ancora incompleto. Mancano molti paesi (tra i quali l’Italia) e mancavano anche i produttori indipendenti, le cosiddette “Indie”. Ma oggi tre delle principali sono salite a bordo.

Quando il successo è universale, non ci sono limiti all’espansione. E pochi ragionamenti contrari. iTunes Music Store è di gran lunga il primo negozio di musica digitale al mondo. Gli altri raccolgono le briciole. Questo vuol dire tanto, non solo in termini di vendite ma anche di vetrina per gli artisti e le etichette musicali che partecipano.

Da oggi, fa sapere Apple con un comunicato stampa spedito da Cupertino, sono salite tre delle principali etichette indipendenti europee: Beggars, Sanctuary Records e V2.

Questo vuol dire aggiungere migliaia di artisti indipendenti europei che sono al di fuori del circuito delle major internazionali. Tra questi, segnala la stessa Apple, Basement Jaxx, The Crystal Method, Interpol, The Libertines, Morrissey, the Pixies, Prodigy, Stereophonics, Paul Weller e The White Stripes.

musica mondiale

Ricordiamo che nei giorni scorsi si è parlato a lungo delle difficoltà  avute da Cupertino a raggiungere un accordo con le case discografiche indipendenti che avrebbero rifiutato le proposte d’accordo avanzate da Apple. Successivamente alcune fonti di stampa britanniche avevano fornito un quadro rassicurante sulla situazione, affermando che le due parti avevano iniziato una manovra d’avvicinamento.

La firma delle case discografiche indipendenti è di particolare rilevanza per l’Europa dove l’incidenza delle cinque major è inferiore rispetto a quanto non accada negli USA.

Ad oggi il mercato mondiale della musica è suddiviso (come mostrato dall’illustrazione a lato) tra quattro editori “big” come Universal, la fusione tra Sony e BMG Bertelsmann (ormai approvata anche dalla Commissione Europea) a dividersi più o meno equamente la metà  della “torta” e da Warner Music più EMI che se combinate assieme formano un altro quarto: le due società , equivalenti in termini di fascia di mercato, hanno più volte dichiarato di voler trovare un accordo per creare un’unica major.

L’ultimo 25% (circa) è la somma di tutte le etichette indipendenti.