HomeMacitye-Book e LibriApple: l'accordo per il mercato eBook proposto dal governo USA è ingiusto

Apple: l’accordo per il mercato eBook proposto dal governo USA è ingiusto

Nuovo capitolo sulla vicenda del cartello eBook, che vede coinvolti Apple e cinque editori accusati di pratiche anticoncorrenziali nei confronti del mercato dal Dipartimenti di Giustizia USA (DOJ). Questa volta è Apple ad attaccare il Governo americano sull’accordo che quest’ultimo avrebbe proposto ai tre editori più collaborativi, Hachette Book Group, HarperCollins Publishers, e Simon & Schuster. 
L’accordo prevedrebbe la rescissione immediata del contratto con Apple impostato sul modello agenzia, con il divieto per altri due anni di poter nuovamente sfruttare lo stesso modello di distribuzione, che sarebbe – secondo il DOJ – il vero responsabile delle pratiche anticoncorrenziali.

Apple giudica l’accordo “fondamentalmente ingiusto, illegale, e senza precedenti” in quanto constringerebbe la risoluzione di un contratto fra due parti, le case editrici ed Apple, senza che Apple abbia né accettato di risolvere il contratto, né sia stata giudicata colpevole a seguito di un regolare procedimento giudiziario. In base a quanto dichiarato da Apple nel documento ufficiale, tale tipologia di accordo sarebbe incostituzionale, e rappresenterebbe più una punizione illegittima, priva di una sentenza che confermi la colpevolezza dell’azienda, sia delle prove necessarie a giustificare un’eventuale sentenza.

Nel documento, inviato al tribunale distrettuale di New York, Apple mantiene la sua posizione nel volersi difendere legittimamente in tribunale ed attacca direttamente Amazon: “Amazon è stata la forza trainante quest’indagine del governo, e ha raccontato al Governo una versione che deve ancora essere esaminata – si legge nel documento. Amazon ha parlato con il Governo più volte nel corso delle indagini […] il governo ha incontrato almeno quattordici dipendenti di Amazon, ma nessuna volta sono stati interrogati on una volta sotto giuramento. Il governo ha richiesto ad Amazon solo 4.500 documenti, una piccola frazione di ciò che è stato richiesto agli altri”.

Nonostante il commento sia enunciato come un riferimento ad opinione di terzi, l’accusa di Apple sembra essere chiara: dietro a questo attacco legale ci sarebbero le pressioni a livello governativo di Amazon, che vorrebbe ristabilire i suoi privilegi sul mercato. Ora non resta che attendere la risposta ufficiale del DOJ.

Fonte: Documento Ufficiale

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