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Fornitori Apple, progressi nel rispetto di ambiente e condizioni di lavoro

Apple ha pubblicato il Progress Report 2016, l’annuale rapporto nel quale sono elencati i progressi in termini di responsabilità dei fornitori che a vario titolo costruiscono i prodotti Apple. Oltre al documento in PDF è stata aggiornata anche la sezione del sito web dedicata al rapporto annuale.

Nel 2015 Apple spiega di avere diminuito le ore di lavoro eccessive e affrontato questioni delicate come l’occupazione minorile. Il limite di 60 ore lavorative settimanali è stato rispettato nel 97% dei casi, contro il 92% del 2014. Per la compilazione del decimo report, Apple ha eseguito 640 audit (controlli periodici a campione sull’intera filiera), eseguito 250 richieste di controlli relativi a questioni ambientali, sicurezza, diritti sul lavoro, intervistato 25.000 lavoratori per valutare l’agibilità e la sicurezza degli impianti, ispezionando le condizioni ambientali all’interno e all’esterno della fabbrica.

Apple spiega che ogni inadempienza ai principi del suo Codice di condotta costituisce una violazione inammissibile. Violazioni inammissibili possono essere lo sfruttamento del lavoro minorile o non volontario, falsificazione di documenti, le intimidazioni o ritorsioni nei confronti dei lavoratori che collaborano a un audit, o le minacce all’ambiente come le emissioni gassose non trattate. Tutte le violazioni di questo tipo vengono segnalate ai senior manager di Apple e del fornitore, e devono essere a affrontate immediatamente.

Grazie agli audit nel 2015 4,7 milioni di dollari sono stati rimborsati ai lavoratori stranieri per le eccessive commissioni applicate dalle agenzie interinali, versando quanto dovuto per i per gli straordinari non retribuiti.

Apple ha individuato un singolo fornitore che sfruttava lavorio minorile. La Mela spiega che se vengono individuate delle violazioni, queste vengono immediatamemte bloccate sottoponendo a un periodo di osservazione i fornitori che non rispettano la politica di tolleranza zero. Il programma di tutela contro il lavoro minorile richiede che i fornitori scoperti a impiegare manodopera minorenne paghino le spese per il rientro a casa del lavoratore. Inoltre, devono finanziarne l’istruzione presso un istituto scelto dal lavoratore stesso e dalla sua famiglia, continuare a pagargli lo stipendio e forrirgli un impiego una volta raggiunta la maggiore età.

Apple evidenzia ancora una volta la scelta di pratiche etiche di impiego. Alcune categorie di lavoratori, come gli studenti, i giovani, gli interinali e gli stranieri, sono bersagli più semplici per intermediari e datori di lavoro senza scrupoli. “Consideriamo questi comportamenti assolutamente inaccettabili” spiega Apple nel documento; “collaborando preventivamente con i fornitori e i nostri business team, ci è più facile garantire pratiche di assunzione corrette in tutta la filiera, anticipando e affrontando potenziali violazioni prima e durante l’assunzione”.

Apple è attivamente impegnata anche nel far rispettare i suoi standard ambientali, spesso più rigidi dei requisiti previsti dalle leggi locali. Per quanto riguarda paesi come l’Indonesia, con un gran numero di piccoli minatori, molti dei quali lavorano in territori contesi e in condizioni ambientali nocive per la loro salute e sicurezza, sono stati affrontate varie questioni con il locale governo, definendo linee guida per i lavoratori e per la sicurezza dell’ambiente.

Progressi sono evidenziati anche nella gestione e limitazione delle sostanze pericolose, delle acque reflue, delle emissioni gassose, dei rifiuti solidi, nell’abbattimento del rumore. Il Progress Report 2016 è scaricabile in modo completo in formato PDF da questo indirizzo.

Fornitori Apple

 

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