Apple tratta per misteriosi chip di memoria cinesi per iPhone

Per la prima volta Cupertino potrebbe comprare chip di memoria prodotti in Cina, impiegandoli esclusivamente negli iPhone destinati al mercato locale. I termini trapelati sollevano alcuni dubbi ma dietro potrebbe esserci una ragione ben precisa

L’industria dei chip di memoria cinesi è ancora agli albori ma Apple è in trattative per ordinarli allo scopo di impiegarli all’interno degli iPhone venduti nel Paese. L’indiscrezione sull’interesse di Cupertino per i chip di memoria cinesi è segnalata da Nikkei e, se confermata, rappresenterebbe una novità nelle strategie di Apple per l’approvvigionamento di componenti a livello globale.

Stando a quanto emerso Cupertino sarebbe in trattative con Yangtze Memory Technologies, società in precedenza nota anche con i nomi di Yangtze River Storage Technology o Changjiang Storage, in tutti i casi una realtà poco nota nel panorama internazionale delle componenti ma, dettaglio interessante, facente parte del conglomerato tecnologico Tsinghua Unigroup sostenuto dallo stato. In realtà nessuna azienda cinese ha finora costruito chip di memoria e Yangtze Memory è vista come la speranza per l’industria locale di recuperare il ritardo nel settore.
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Fino a oggi Apple ha acquistato chip di memoria da Toshiba in Giappone, Western Digital negli USA e anche da SK Hynix e Samsung entrambe sud coreane. Se la trattativa andasse in porto gli ordinativi di Apple, per le quantità e gli elevati standard qualitativi richiesti, rappresenterebbero un biglietto da visita di scala globale per lo sconosciuto costruttore cinese, ma secondo gli osservatori è improbabile che i primi ordinativi di chip di memoria cinesi verranno evasi entro la fine di quest’anno. E qui emerge un altro dettaglio curioso: dalle linee di produzione di Yangtze Memory Technologies valutate in ben 24 miliardi di dollari, i primi chip potrebbero fuoriuscire solo più avanti nel corso di quest’anno ma, per poter raggiungere quantità e qualità richieste da Cupertino potrebbe essere necessario attendere fino al 2019 o addirittura il 2020.

Tenendo presenti tutti questi indizi l’indiscrezione delle trattative in corso tra Apple e Yangtze Memory Technologies risulta ancora più sorprendente. In realtà dietro l’operazione potrebbe esserci una ragione strategica ben precisa. Cupertino potrebbe essere interessata ai chip di memoria cinesi semplicemente per accattivarsi il governo e incrementare il proprio business nel Paese, considerato ormai da anni un mercato strategico fondamentale per Apple, ora il terzo al mondo per fatturato della Mela dopo gli USA e l’Europa. La seconda interpretazione non si discosta molto dalla prima: Pechino potrebbe aver richiesto ad Apple maggiori acquisti e rifornimenti locali, come già fatto per esempio anche dall’India per poter autorizzare l’espansione del business di Cupertino.