Il canto del cigno, AOL taglia i ponti con le app di terze parti per le chat AIM

A partire da fine mese AIM sarà accessibile soltanto attraverso i software ufficiali: i client come Adium, Trillian e Pidgin non saranno più supportati. Costi di gestione proibitivi, salta anche il supporto su Messaggi per Mac

addio AIM

Entro fine mese AIM (AOL Instant Messenger) sarà accessibile soltanto tramite le applicazioni ufficiali. L’imminente taglio è stato notificato dalla società attraverso un messaggio a tutti gli utenti che accedono al servizio tramite client alternativi, come ad esempio Adium di cui ha riportato un esempio ArsTechnica.

Tutte le applicazioni di terze parti – come Trillian e Pidgin oppure IM+ Instant Messenger su iOS, giusto per citarne qualcuna – diventeranno così obsolete a partire dal 28 marzo, termine ultimo per il quale sarà concesso il supporto al servizio. Per continuare a sfruttare il servizio ci si dovrà affidare ai software ufficiali, una limitazione che potrebbe avere grosse ripercussioni soprattutto per i clienti mobile del nostro paese in quanto l’app per iOS non è al momento disponibile sull’App Store italiano.

addio AIM

Ciò significa che AOL starebbe disattivando il supporto ad OSCAR, protocollo chat utilizzato dalle applicazioni di terze parti per la gestione dei messaggi AIM e, tra l’altro, impiegato anche per l’implementazione del servizio in Messaggi su Mac, obbligando gli utenti desktop a rivolgersi al software ufficiale per Mac e Windows per continuare ad utilizzare il servizio.

C’è da dire che negli ultimi anni l’interesse per AIM è profondamente scemato a causa della crescente popolarità di altre soluzioni per la messaggistica istantanea, tra quelle predefinite di Apple e Google comprese alternative come Whatsapp, Telegram e Facebook Messenger, sebbene diversi utilizzatori risultino ancora legati alla piattaforma di AOL per via della sua interfaccia utente semplice e facile da usare. Così, lo stop al supporto – commenta un dipendente di AOL – è stata una scelta obbligata dai costi di gestione, ormai proibitivi se raffrontati all’attuale media di utilizzatori del servizio.

La stessa redazione di Macitynet si affidava ad AIM per comunicazioni e coordinamento quotidiano dei collaboratori, decidendo soltanto pochi mesi fa di optare per un altro servizio di messaggistica (abbiamo scelto Telegram, ma sul mercato ci sono in realtà decine di alternative altrettanto valide) per via della sua più facile fruibilità e sicronizzazione delle chat tra desktop e mobile.

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