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Celeron, Pentium e il marketing

A proposito delle prestazioni di Intel Celeron e PIII indicate nell’edizione di due giorni fa ho constatato una imprecisione probabilmente generata dagli stessi comunicati stampa e voci che intel mette in giro.
Se è vero che il Celeron ha un BUS interno bloccato a 66MHz è anche vero che i 128kB di cache di cui è dotato, rispetto ad un PIII, lavorano al doppio della velocità  (della famiglia INTEL gli unici ad avere più di 512kB di cache sono solo i PentiumIII Xeon). Inoltre la struttura da cui PIII Xeon, PIII, PII e Celeron derivano è la stessa ereditata nientemeno che dal PentiumPRO e a parte l’essere disponibili con cache separata a mezza velcità  (Slot1) o integrata a piena velocità  (PPGA, FC-PGA, Soket370) le tre famiglie di processori sono esattamente uguali nascendo anche dallo stesso processo produttivo.
Altro discorso invece va fatto per il set di istruzioni SSE presenti sui PIII di ultima generazione che sono l’equivalente Intel delle funzioni AltiVEC. Quindi le applicazioni scritte per SSE, e solo quelle, si avvalgono di una accelerazione che i Celeron non forniscono (anche se voci di corridoio davano i nuovi Celeron dotati di SSE). Possiamo dire che il Celeron sta al PIII come il G3 sta al G4.
In pratica sulla maggiorparte dei task di calcolo intero un Celeron ed un PIII di pari clock si equivalgono, sul calcolo in virgola mobile invece i PIII possono avvalersi delle SSE e guadagnare un buon 30%. Non bisogna comunque dimenticare che per il mondo WinTEL sono disponibili le schede grafiche equipaggiate con il processori geometrico/grafico (come il Ge-Force ed il Qudro di nVidia o GLINT di 3DLabs tanto per citane alcuni) che sono in grado di elaborare in modo indipendente dalla CPU anche calcoli di trasformazione ed illuminazione, cioè proprio quelli che più trarrebero vantaggio delle istruzioni SSE. Quindi all’atto di aprire il portafogli per comprare una CPU, per il 90% dei casi e forse più, conviene un Celeron che costa 1/3 di un PIII di pari clock.
And last but not least: la curva di crescita delle prestazioni di CPU con architettura CISC, come sono tutti gli INTEL, si appiattisce sempre più man mano che l’architettura si avvicina al suo limite e quello dei Celeron e dei PIII è ormai abbastanza vicino. Quindi tra 566 e 600 MHz praticamente non si noteranno differenze di prestazione, a differenza di quanto succede per le CPU di tipo RISC che hanno curve più ripide.
Logica, a questo punto, la conclusione. In molti casi è opportuno diffidare da quanto ci viene propinato dal settore marketing. Sono molte le società  che sanno vendere molto bene i propri prodotti e non sempre quello che si legge sui giornali e nei siti Web corrisponde alla realtà  dei fatti.

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