In Cina bloccato l’invio di foto e video in WhatsApp

Le autorità cinesi avrebbero cominciato a bloccare alcune funzionalità di WhatsApp nel tentativo di inasprire i controlli su internet nel paese. Facebook e Instagram sono bloccati da anni, così come servizi che usano chat cifrate come Telegram.

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Le autorità cinesi avrebbero cominciato a bloccare alcune funzionalità di WhatsApp nel tentativo di stringere le maglie dei controlli su internet nel paese. Gli utenti che usano l’app di messaggistica hanno ora, infatti, cominciato a riscontrare l’impossibilità di condividere contenuti come foto e video sulla piattaforma di chat, anche se continuano a funzionare senza problemi le funzionalità per lo scambio di messaggi.

Il blocco di WhatsApp è solo l’ultimo di una serie di servizi ai quali è impedito il funzionamento nel paese sfruttando il cosiddetto “Great FireWall” (un termine che richiama il Great Wall, la grande muraglia) concepito dal governo cinese per mantenere uno stretto controllo degli utenti su Internet. Recentemente, scrive il New York Times, sono stati bloccati siti che ospitavano trasmissioni televisive straniere e strumenti che permettevano di sfuggire ai meccanismi di censura.

In Cina WhatsApp è un servizio con un numero di utenti piccolo rispetto a WeChat, servizio che nel paese vanta 900 milioni di utenti, usato per tutto (pagamenti inclusi) e ampiamente monitorato dal governo. Le autorità hanno recentemente bloccato su WeChat ance pensieri e messaggi vari concernenti la morte di Liu Xiaobo, noto attivista cinese per i diritti umani e premio Nobel per la pace nel 2010. Facebook e Instagram sono bloccati da anni, così come servizi che usano chat cifrate come Telegram.

Con l’aiuto di Cisco, il governo ha installato un notevole numero di router con funzionalità di mirroring in grado di rielaborare i dati che passano attraverso i nodi, rallentando la navigazione per via di questa sorta di proxy che filtra l’intera rete. Il governo presenta il firewall come un meccanismo pensato per proteggere la rete interna cinese da attacchi hacker, ma alcune “funzioni” come il blocco di un intero sito quando particolari parole vengono riscontrate all’interno di esso, dimostrano che dietro a questa iniziativa primariamente il tentativo di controllare la libera circolazione di idee e di movimenti che potrebbero essere sgraditi o scomodi per il governo,