Foxconn, per costruire iPhone sempre meno operai e più robot

Foxconn vuole ridurre al minimo gli operai nelle proprie fabbriche: resteranno solo per collaudo ed ispezione perché rispetto ai robot «sono (ancora) in grado di passare da un compito all’altro»

foxconn meno robot

La strategia di Foxconn in una frase: meno umani e più robot. A raccontare il cambiamento che si sta attuando all’interno delle fabbriche del principale costruttore dei dispositivi Apple è il direttore generale Dai Jia-Peng – scrive il DigiTimes – secondo il quale sono necessarie tre fasi per ridurre il personale al minimo riducendo così le spese di manodopera e velocizzando la produzione.

Inizialmente – spiega – i robot vengono impiegati in singole postazioni di lavoro per gestire tutte quelle attività troppo pericolose per gli esseri umani o, più semplicemente, per fare cose che gli operai non vogliono fare. Nella seconda fase di questa automatizzazione che si sta attuando all’interno delle fabbriche Foxconn si mettono le macchine a sostituzione di intere linee di produzione. L’ultimo step prevede una minima parte di personale, presente nei vari locali soltanto per logistica, collaudo ed ispezione dei componenti e dei dispositivi prodotti.

Al momento le fabbriche site in Chengdu, Shenzhen e Zhengzhou hanno già raggiunto la seconda e la terza fase, per un totale di più di 40.000 Foxbots, cifra che è destinata a crescere in considerazione del fatto che Foxconn è attualmente in grado di costruirne circa 10.000 l’anno. La sostituzione completa dell’essere umano non ci sarà – assicura – dal momento che quest’ultimo ha ancora la capacità di passare rapidamente da un compito all’altro. Insomma, nonostante tutto, uomo batte macchina forse, ancora per poco.

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