HP perde anche lo Chief Architect di WebOS, Brian Hernacki

WebOS perde un altro pezzo importante: dopo Jon Rubinstein è ora il turno di Brian Hernacki, importante personaggio che ricopriva la carica di Chief Architect nella sezione che si occupa del sistema operativo mobile.

La divisione WebOS di HP perde un’altra colonna portante: dopo l’ex CEO di Palm, Jon Rubinstein, dimessosi la scorsa settimana, ha ora annunciato le sue dimissioni Brian Hernacki, importante personaggio che ricopriva la carica di Chief Architect nella sezione aziendale che si occupa del sistema operativo mobile. Hernacki aveva passato due anni in Palm, occupandosi di sicurezza e ricoperto un ruolo simile per sette anni anche in Symantec. 

Nei mesi passati molti personaggi molti dipendenti HP responsabili di WebOS hanno lasciato le loro posizioni per approdare in altre aziende: tra i tanti, ricordiamo Peter Skillman (approdato a Nokia) e Matias Duarte (reclutato da Google per lavorare su Android).

Per quanto concerne Rubinstein, quest’ultimo ha spiegato qualche giorno addietro in un’intervista a The Verge che la decisione era sta già presa tempo addietro, che al momento non ha intenzione di andare in pensione e che non ha ad ogni modo altri piani immediati. “Ho bisogno di tempo per capire cosa fare”, ha detto Rubinstein, “sono stati quattro anni e mezzo faticosi e, anche se la gente non se ne rende conto, quello che abbiamo fatto è stato incredibile”. WebOS, secondo quanto dichiara Rubinstein, era solo una bozza sei mesi prima che lui arrivasse in Palm. Sono serviti quattro anni e mezzo di lavoro e l’impegno di moltissime persone per trasformarlo in quello che è adesso. L’ex CEO usa in questo momento un dispositivo con WebOS (un Veer) e alla domanda se passerà mai a un iPhone, tra le righe lascia intendere che forse con l’iPhone 5 farà questo passo. “Man mano che la tecnologia va avanti, dovrò pensare a qualcosa di nuovo”. Alla richiesta se ha pensato di andare a lavorare per RIM, Rubinstein risponde vagamente, indicando che il Canada non è il posto che fa per lui: “Lì fa freddo”, dice ridendo.

[A cura di Mauro Notarianni]