Il 4G non è morto: sta benissimo e sarà lui a fare da apripista verso le connessioni 5G

Si è parlato molto di 5G in concomitanza di Mobile World Congress (MWC) di quest'anno ma il 4G non è affatto morto e, anzi, starà ancora molto a lungo con noi, e i vari operatori sono pronti a offrire tecnologie intermedia di connessioni, fondamentali per aprire la strada verso il 5G.

4,5G

La tecnologia 5G è quella di cui si è molto parlato in concomitanza del Mobile World Congress (MWC) di quest’anno ma il 4G non morirà e la GSMA, l’associazione che organizza il MWC, spiega che sono solo 18 i paesi che implementeranno il 5G entro fine anno. Tra le nazioni in prima linea ci sono: Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone (questi ultimi puntano al 5G in concomitanza delle Olimpiadi del 2020).

Questi paesi ipersviluppati, scrive il francofono Macg, non rappresentano affatto la realtà globale; a livello mondiale il numero di connessioni alle reti 4G ha solo da poco superato quelle delle connessioni 2G. Con 3,4 miliardi di connessioni nel 2018, le reti di quarta generazione sono ancora una minoranza (43%) rispetto alle reti 2G e 3G.

Entro la fine dell’anno le connessioni 4G dovrebbero rappresentare il 50%, per arrivare al 60% entro il 2023. Le reti 5G dovrebbero essere disponibili in 116 paesi e rappresentare un terzo delle connessioni entro il 2025.

Il 4G non è morto: sta benissimo e sarà lui ad aprire la strada verso le connessoni 5G

Nel frattempo le reti 4G continueranno a evolversi. Il percorso del 5G di AT&T e altri grandi operatori di telefonia passa per cambiamenti allo standard LTE. L’operatore USA sta portando avanti la rete LTE-A che permette di migliorare le prestazioni di picco del mobile ultrabroadband.

La schermata qui sotto, tratta da un notiziario tecnico di Telecom Italia, rappresenta l’evoluzione del throughput in funzione del numero di antenne, delle bande utilizzate e della categoria del terminale; dal 2020 saranno teoricamente possibili velocità elevatissime a fronte di una tecnologia complessa e di una banda disponibile molto ampia.

Oltre a incrementare il throughput di picco, le funzionalità̀ LTE Advanced consentono anche di migliorare la QoE (Quality of Experience) dei clienti ai margini della copertura radio, ossia in condizioni di bordo cella (COMP) o in reti eterogenee, in presenza di micro e pico celle (eICIC).

Evoluzione carrier aggregation

Avete poco o nulla? AT&T spiega in parole povere che “queste tecnologie fungono da trampolino di lancio per il 5G”, al punto di parlare di reti “5G Evolution”, un trucco di marketing che non mancherà di confondere i clienti.

Prima ancora del 5G, alcuni operatori potrebbero proporre un passo verso il 4G LTE-LAA, “l’aggregazione di portanti in banda non licenziata con portanti in banda licenziata”, in pratica lo sfruttamento di bande di frequenza al momento non autorizzate, inclusa la banda a 5 GHz utilizzata dalle reti Wi-Fi, senza il rischio di interferenze viste con il  predecessore del 4G LTE-LAA le cui stazioni base in alcuni casi hanno creato problemi di interferenza con i segnali riservati alla televisione digitale terrestre (DVB-T).

A rendere confusionario lo scenario c’è il 4G LTE Advanced Pro (LTE-A Pro), denominato anche he 4.5G, standard di telefonia mobile di generazione successiva a LTE Advanced (LTE-A) che consente di raggiungere una velocità di trasferimento dati di picco a 3 Gb/s tramite l’aggregazione di più portanti.

Come il 5G è in grado di sfruttare la carrier aggregation e superare il gigabit: 1 Gb/s con quattro portanti, 2 Gb/s con sette e fino a 3 Gb/s con 32. Al pari del 5G, anche il 4G LTE-A Pro è pensato per soddisfare le esigenze dell’Internet of Things, con schemi di modulazione particolarmente adatti a questo settore.

Le velocità dati supportate in LTE dipendono dalla larghezza di banda disponibile, dallo schema MIMO e dal formato di modulazione utilizzato e tutte le tecnologie prima menzionate costituiscono la base che, in futuro, permetterà di implementare le reti più avanzate.

Per Bloomberg Apple rilascerà iPhone 5G solo nel 2020

“Migliorando le reti LTE esistenti” spiega AT&T, “stiamo preparando il futuro delle connettività”. “Mentre entriamo nell’era del 5G”, spiega Qualcomm, “il 4G continuerà a fornire un’ampia copertura e servizi essenziali a completamento delle prime implementazioni 5G”. L’evoluzione del 4G rende possibile testare l’hardware e anche il software di gestione senza il quale il 5G semplicemente non potrebbe esistere.

4G e 5G coesisteranno, in altre parole, a lungo: il primo fornirà copertura più ampia, il secondo maggiore bitrate e funzionalità, con la nuova tecnologia inizialmente disponibile solo nelle aree urbani più grandi e gli operatori che estenderanno la copertura senza che gli utenti inizialmente percepiranno differenze tra 4G e 5G. Intel e Ericsson hanno dimostrato la possibile coesistenza di connessioni 4G e 5G con soluzioni multimodale integrate che supportano connettività simultanea (EN-DC) per LTE e 5G, caratteristica essenziale dato che i dispositivi di rete mobile 5G devono essere retrocompatibili con il 4G nel caso in cui il 5G non sia disponibile in ogni momento o posizione.

Con il passare degli anni, il 4G continuerà ad evolversi per passare man mano in ombra; il 5G in futuro ovviamente attirerà sempre più l’attenzione di operatori e pubblico. I due standard si completeranno a vicenda e le reti saranno sempre più veloci e robuste, con ovvi benefici per tutti.