Il nuovo target nella guerra commerciale tra Cina e USA sono i supercomputer

Il governo USA vieta alle aziende del Paese di vendere tecnologia a quattro società e a un centro di ricerca con sede in Cina, citando ragioni di "sicurezza nazionale".

Il nuovo target nella guerra commerciale tra Cina e USA sono i supercomputer

Per la guerra commerciale che vede contrapposte Cina e USA sono state imposte restrizioni alla cinese Huawei ma sono anche altri gli obiettivi che gli americani vogliono colpire, ad esempio i supercomputer.

Il settore era fino allo scorso anno dominato dai cinesi con il Sunway TaihuLight, supercomputer ospitato dal National Supercomputing Center nella città di Wuxi, che aveva raggiunto la vetta nella lista Top500 stilata dall’International Supercomputing Conference (ISC) grazie ad una potenza di 93 petaflop (un petaflop corrisponde a un milione di miliardi di operazioni al secondo).

Gli americani hanno superato il supercompter cinese con “Summit”, che vanta una potenza di 200 petaflop e ora gli USA vogliono imporre restrizioni nel tentativo di bloccare la scalata del Dragone nel settore. A riferirlo è Engadget spiegando che il Dipartimento del Commercio statunitense avrebbe attivato restrizioni nelle esportazioni che impedirebbero a sviluppatori cinesi che lavorano nel settore di accedere liberamente a determinate tecnologie.

Secondo le nuove norme,  quetse aziende straniere avrebbero “agito in contrasto con la sicurezza nazionale o interessi in materia di politica estera degli Stati Uniti”. Tra gli sviluppatori “incriminati”, sono indicati: l’azienda Sugon di Pechino, tre suoi affiliati e il Wuxi Jiangnan Institute of Computing Technology.

Questi ora hanno bisogno di una liberatoria del governo USA prima di poter acquistare tecnologie americane e componenti vari, una mossa che – riferisce il New York Times, potrebbe paralizzare le attività di queste aziende cinesi.

Da tempo varie aziende del paese asiatico sono impegnate nello sviluppo di supercomputer e alcune hanno già sviluppato macchine progettate interamente con tecnologie locali, eliminare le dipendenze dai chipmaker statunitensi. I supercomputer sono normalmente usati in diversi campi della ricerca, tra cui lo sviluppo di modelli climatici.

Gli americani riferiscono di “preoccupazioni” per il possibile uso in ambito militare: queste macchine sono essenziali nello sviluppo di armi nucleari, nella cifratura, nella difesa missilistica e altri ambiti ancora. Tra le aziende che potrebbero essere colpite dall’ultimo provvedimento dell’amministrazione Trump, ci sono anche Nvidia e Intel, che fino a poco tempo addietro hanno venduto componenti a Sugon, il principale produttore cinese di supercomputer.