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Microsoft: “potremmo cancellare Office”

Si surriscalda il clima dei rapporti tra Apple e Microsoft. Ad alzare la temperatura alcune dichiarazioni rilasciate dal solitamente molto diplomatico e conciliante Kevin Browne al prestigioso Wall Street Journal.

Secondo il capo dell’unità  Mac di Redmond Apple starebbe facendo poco per promuovere Mac OS X e quel poco che viene fatto non ha l’efficacia che dovrebbe avere per lanciare il nuovo sistema operativo. Il risultato, sempre secondo Microsoft, è che il software che funziona su Mac OS X vende poco. La dimostrazione, sostiene Browne, è nelle vendite di Office per Mac OS X che sono largamente al di sotto delle previsioni. Fino ad oggi ne sarebbero state vendute solo 300.000 copie invece delle 750.000 previste, meno della metà , quindi. Dal che ne consegue, si legge sul Wall Street Journal, che Microsoft potrebbe in futuro “riconsiderare il suo business nel campo Apple”. Una ipotesi che, ascoltando il tono di Browne, non appare remota visto che secondo il capo della Mac Business Unit la svolta dovrà  essere “molto evidente”.

Insomma, tradotto in parole povere, Microsoft riterrebbe l’investimento fatto per lo sviluppo di Office per Mac OS X non giustificato dal ritorno economico ottenuto; le poche copie vendute rispetto al passato sarebbero determinate dal fatto che Apple non riuscirebbe ad imporre Mac OS X e quindi o Cupertino riuscirà  a migliorare l’accettazione del suo nuovo OS o Microsoft smetterà  di produrre Office per Macintosh.

Le affermazioni di Browne, collocate in un momento molto delicato per Apple a cavallo tra la dichiarazione dei risultati fiscali e il keynote di dopodomani, hanno suscitato una dura reazione da parte di Phill Schiller, responsabile mondiale del marketing di Apple.

“L’adozione di Mac OS X – ha detto Schiller ad alcuni siti web – è in linea con le nostre previsioni -; siamo al 10% su 25 milioni di utenti. La maggior parte degli sviluppatori per Mac OS X sono soddisfatti di come stanno andando le cose”.Schiller ha quindi definito le affermazioni di Browne come totalmente fuori luogo sottolineando come le ragioni per cui Microsoft vende meno del previsto sono da cercare nel prezzo di Office che costa sul mercato americano 500$.

L’articolo del Wall Street Journal, a conferma che le cose non andrebbero così male per Mac OS X, presenta i dati di Adobe. La società , uno dei maggiori partner per Apple, avrebbe accresciuto del 31% le vendite dei prodotti Mac nel secondo quarto fiscale dell’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 6% rispetto al precedente quarto fiscale, dal che se ne potrebbe dedurre che l’adozione di Mac OS X procede al ritmo previsto.

Ma nel corso dello stesso articolo Apple è finita sotto accusa anche da Annette McCleave, responsabile del marketing per Corel, che ha sostenuto come la sua società  non abbia ottenuto che silenzio da parte di Apple quando ha avanzato preoccupazione sul ritmo di adozione di Mac OS X. A sua volta Schiller ha replicato sostenendo come Apple non abbia alcun interesse a non collaborare con i suoi partner, perché c’è sempre qualche cosa che si può fare insieme.

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