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Non si trovano programmatori COBOL: IBM e Linux Foundation vogliono rimediare

Con la pandemia da coronavirus sono aumentate in modo esponenziale – soprattutto da parte di agenzie governative – le richieste di persone in grado di sviluppare in COBOL, un linguaggio di programmazione poco amato ma che ha 60 anni di vita ed è stato fra i primi a essere stato sviluppato e ancora sfruttato per molte applicazioni software, soprattutto commerciali di tipo bancario.

Da sempre questo linguaggio è poco amato dagli sviluppatori ma, concepito negli anni ’50 specificatamente per lo sviluppo di applicazioni commerciali (il nome stesso è l’acronimo di COmmon Business-Oriented Language, ossia, letteralmente, “linguaggio comune orientato alle applicazioni commerciali”), è stato nel corso degli anni utilizzato per creare applicativi che si sono rivelati stabili e funzionali, resistendo a milennium bug, così come piattaforme hardware.

Il COBOL è stato utilizzato per lo sviluppo di molti software usati in attività commerciali, banche, assicurazioni e altri enti in virtù di sue peculiarità concernenti la gestione dei numeri. La complessità del linguaggio e la pesante gestione numerica, spesso rendono poco conveniente la conversione delle applicazioni usando linguaggi più moderni e molte aziende non possono riscrivere applicazioni o convertire archivi storici memorizzati in formati proprietari. Gli sviluppatori preferiscono dedicarsi a tool di programmazione moderna e sembra che sul mercato manchino figure-chiave in grado di lavorare con vecchi sorgenti.

Se, insomma, siete alla ricerca di lavoro nel mondo IT, un buon modo di trovarlo è quello di imparare a programmare in COBOL: le società che richiedono tali conoscenze pagano molto bene e non solo: avrete modo di lavorare con aziende che spesso richiedono interventi in loco e dunque preferiscono lavorare con sviluppatori locali.

ZDNet riferisce che le agenzie governative non riescono a trovare professionisti in grado di mettere le mani su codice COBOL. Per risolvere il problema IBM e l’Open Mainframe Project della Linux Foundation (organizzazione no-profit che sostiene lo sviluppo del kernel Linux) hanno avviato un programma per mettere in comunicazioni esperti di COBOL con gli enti governativi. Tra le iniziative previste, forum dedicati agli sviluppatori COBOL, e corsi gratuiti e open source per insegnare questo linguaggio di programmazione ai principianti in collaborazione con università e clienti.

“Abbiamo clienti che hanno la necessità di scalare i loro sistemi per gestire l’aumento di richieste e IBM sta lavorando attivamente con clienti per gestire queste applicazioni”, riferisce Meredith Stowell, Vice Presidente responsabile IBM Z Ecosystem. “Alcuni Stati hanno anche bisogno di competenze nell’ambito della programmazione per apportare cambiamenti in COBOL. Tali cambiamenti al codice sono richiesti, in tempi molto brevi, per tenere conto di nuovi parametri previsti per i sussidi di disoccupazione. Stiamo lavorando a stretto contatto con questi clienti per rispondere alle loro esigenze, mobilitandoci per trovare soluzioni alle sfide che devono affrontare”. x

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