Recensione Anker A2123, l’eroe della scrivania: ricarica fino a 6 tablet contemporaneamente

Macitynet mette alla prova Anker A2123, un alimentatore da 60W in grado di ricaricare fino a 6 tablet contemporaneamente: lo abbiamo portato quasi al limite per scoprirne l'effettiva potenza

Recensione Anker A2123
le uscite USB

Volete ricaricare 6 dispositivi contemporaneamente con un solo alimentatore? Tra le migliori soluzioni disponibili sul mercato figura Anker A2123, caricatore che la nostra redazione ha avuto modo di mettere alla prova negli scorsi giorni e che, grazie all’elevata potenza di uscita, riesce a ricaricare fino a 6 tablet contemporaneamente.

Anker A2123 com’è fatto

Spiegare com’è fatto questo accessorio, è piuttosto inutile. Non tanto perchè il prodotto sia scontato o banale, ma perchè non è molto diverso da tutti gli altri prodotti simili che abbiamo recensito. Quel che cambia sono le 6 porte USB e la potenza di 60W, il che significa il massimo possibile e presentato fino ad oggi, non tanto per le porte, ma per la potenza. Abbimo già infatti visto dispositivi a sei porte, ma nessuno da 60W. Tutto questo in un dispositivo che resta piccolo e leggeri: 9,8 x 6,8 x 2,5 centimetri per 193 grammi. Come altri prodotti Anker viene venduto all’interno di una semplice ed ecologica scatola in cartone, in cui troviamo anche il cavo di alimentazione (lungo 1,5 metri) ed il foglio illustrativo della tecnologia IQ integrata.

Recensione Anker A2123

Come accennato, nella tradizione Anker, l’accessorio è in plastica di buona qualità di colore bianco e grigio, una tonalità che si abbina perfettamente sulla scrivania con periferiche come mouse Apple e l’alluminio delle macchine di Cupertino.  Sul lato dove andremo a collegare i vari cavi di ricarica degli accessori troviamo solo il simbolo IQ che ci ricorda la presenza dell’omonima tecnologia, un sistema, lo ricordiamo, che è in grado di analizzare il dispositivo connesso e di fornire ad esso sempre la giusta intensità di corrente.

Anker A2123 come funziona e test sul campo

L’amimentatore funziona molto semplicemente. Si collega alla corrente e poi si connettono i disposisitivi che vogliamo alimentare e il gioco è fatto. Un LED segnalerà l’effettivo funzionamento e la presenza di tensione. Tra gli elementi funzionali da sottolineare, c’è lo spazio tra un’uscita USB e l’altra, minore rispetto ad altre soluzioni simili concorrenti ma comunque sufficiente per consentire il collegamento di gran parte dei cavi USB esistenti. Quelli Apple sono molto sottili nel connettore, ma anche quelli più ingombranti non presentano eccessive problematiche, anche se le plastiche possono sfiorarsi.

Grazie ad un amperometro digitale abbiamo potuto verificare l’effettiva potenza di uscita dichiarata dall’azienda, pari a 12 A totali, oltre al comportamento delle varie uscite USB in base ai dispositivi che inseriremo in ricarica. Ogni uscita è capace di erogare fino a 2,4 A,  quindi una potenza molto elevata. Le promesse sono rispettate. Un iPhone 6 Plus,intorno al 15% di energia, un livello dove richieste il massimo della potenza (successivamente a batteria con maggior carica, le richieste calano) viene ricaricato a circa 2 A, un valore molto buono che abbiamo verificato in poche altre occasioni.

Abbiamo poi svolto un set di test classico. Abbiamo messo in carica un iPhone 6 Plus, un iPad 2, un iPad Air, un iPhone 5, una batteria d’emergenza e uno speaker Bluetooth. I telefoni hanno ricevuto tra gli 1,7 – 2 A (l’intensità, come ben sa chi ha fatto questo genere di prove varia costantmente) mentre gli altri tre, a causa delle limitazioni sui circuiti di alimentazione, non hanno mai superato 1 A. Si tratta dell’effetto della tecnologia IQ, cui abbiamo fatto cenno poco sopra, che identifica il dispositivo collegato e fornisce sempre la massima corrente di carica possibile, senza mai superarla (ovviamente), ma anche senza mai scendere sotto il livello massimo di cui è capace. Molti altri prodotti non sono in grado di fare lo stesso e per questo ricaricano lentamente a seconda dei casi un iPhone, un iPad, uno smartphone o tablet Android o Windows Phone.

Con in nostro set di prodotti, l’alimentatore Anker ha erogato circa 9 A. Ma collegando dispositivi a maggior richiesta d’energia ma siamo riusciti ricavare quasi 11 A, non si tratta dei 12 massimi teoricamente possibili, ma considerando che questo è solo un limite, appunto, teorico non si possono avanzare eccessive critiche.

Conclusioni

L’Anker A2123 non è l’unico alimentatore da 6 porte USB, ma è l’unico da noi provato (e tra i pochissimi che abbiamo visto in commercio) ad essere in grado di alimentare 6 tablet contemporaneamete quasi alla massima intensità di corrente possibile. Questo significa che sulla carta è in grado servire un piccolo ufficio o un gruppo di lavoro. Ciascuna porta del caricatore eroga un massimo di 2,4 A, un amperaggio che difficilmente viene richiesto per ricaricare un prodotto tecnologico e in termini pratici è in grado di dare quasi 2 A per ciascuna porta contemporaneamente, il che è molto interessante anche se abbiamo degli iPhone di ultima generazione o dei phablet di altri marchi. Se i più piccoli smartphone richiedono 1 A, i nuovi prodotti possono assorbile fino a 2 A, quindi con questo accessorio potete ricaricare un iPhone o un Samsung di ultima generazione al doppio della velocità del caricabbaterie che trovate nella confezione. Ciò rende questo accessorio interessante per un ufficio o una scrivania; si avranno sempre a portata di mano le prese e non si occuperà una spina in maniera permanente come spesso accade con alcuni accessori a muro.

Anker A2123 costa su Amazon 30 euro, un prezzo interessante per le prestazioni. È disponibile sia in versione bianca (dei nostri test) che in colore nero.

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