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Recensione iPad Air 2: due settimane per pesare evoluzione e rivoluzione

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Che cosa avrà potuto migliorare Apple in un solo anno dalla mini-rivoluzione che era stata l’iPad Air? È questa la domanda che noi ci facevamo un paio di settimane fa, mentre ci accingevamo al nostro giro di prova con l’iPad Air 2 da cui sarebbe scaturita questa recensione, un punto interrogativo che sicuramente stazionava e staziona in testa a tanti, se non a tutti, coloro che giovedì 16 ottobre hanno visto apparire tra le mani di Cook la nuova versione del tablet. Ed è proprio da questa domanda che inevitabilmente nasce tutto il discorso e poi si è svolto il nostro test del nuovo iPad, che scriviamo dopo alcuni giorni di uso intensivo della nuova creatura Apple.

iPad Air 2, com’è fatto
Ad uno sguardo distratto l’iPad Air 2 è il fratello gemello dell’iPad Air. Ma in realtà non appena lo si prende in mano si capisce che non è così e non serve neppure maneggiarli insieme per essere costretti a cambiare opinione. Chiunque ha usato il precedente modello percepirà immediatamente la differenza in peso e spessore. Se siete tra coloro che dicono “parliamo di 1,4 millimetri e 30 grammi, che differenza ci sarà mai..”, sappiate che questa posizione era anche la nostra, ma in un secondo, se avrete l’occasione di provare il nuovo modello, intuirete che quello che si tiene nelle mani è qualche cosa di diverso dal punto di vista della struttura e dell’architettura hardware rispetto al vecchio iPad Air.

Saranno i bordi meno arcuati, sarà la presa al bordo dove le dita, se l’iPad si tiene con una mano, sentono chiaramente il minor peso, ma l’iPad Air 2 ci è parso subito più confortevole del già pur comodo da maneggiare iPad Air. Intendiamoci, portando i due dispositivi in una borsa, uno zaino o in un tascone, probabilmente non ci si accorgerebbe della differenza, ma è impossibile non percepirela se sarà la vostra mano a pesarli e misurarli. È poi nell’uso pratico e prolungato che si sente maggiormente la differenza; iPad Air 2 è effettivamente e tangibilmente più facile da usare mentre si sta in piedi in ufficio, seduti in poltrona o magari sdraiati a letto. In queste situazioni l’impressione sarà quella di sorreggere uno schermo, non un tablet.

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Se il confronto con l’iPad Air è vincente, è ovvio che il paragone con un qualunque modello precedente è del tutto impietoso. Usare il nostro vecchio, ma non troppo, iPad 4 ci pare impresa schwarzeneggeriana; dopo avere gestito per una decina di minuti l’iPad Air 2, ci troviamo in un baleno a chiederci come abbiamo fatto ad usare ed entusiasmarci per quasi tre anni (dall’iPad 2 all’iPad 4) di qualche cosa di così arcaico.

Passando dalle dimensioni fisiche all’estetica, siamo di fronte più che altro ad una evoluzione che ad una rivoluzione, ma quel poco che è stato fatto, dal dorso con i bordi leggermente più squadrati, alla eliminazione dell’interruttore del mute, rendono la linea più filante e accentua l’impressione di avere in mano un prodotto eccezionalmente rifinito, un prodotto minimalista ma curato in ogni dettaglio, questo grazie allo spessore davvero al top. Si tratta del dispositivo iOS più sottile in assoluto, il che è strano se si considera che è anche il più grande e il più pesante. Impossibile trovare un dettaglio fuori posto ed un materiale che non appaia scelto con cura, anche i bottoni rispondono con la giusta resistenza alla pressione, ma tutte queste non sono novità.

La novità è nel colore del dorso che per la prima volta, nel modello che abbiamo provato, è oro. Anche qui Apple batte il nostro scetticismo. La tinta, che è facile ritenere un po’ grossolana e per alcuni aspetti eccessiva, in realtà conferisce all’iPad un aspetto più personale del classico canna di fucile e argento; non è affatto impattante e solo con una specifica incidenza della luce si manifesta come un vero color oro. Spesso appare solo come una superficie leggermente riflettente con tinta più calda di quella che avrebbe in argento. È bene precisare che i molti che sono abituati ad usare l’iPad come fotocamera e lo fanno senza custodia, difficilmente passeranno inosservati, ma è altrettanto vero che l’aspetto dell’iPad Air 2 oro se è più vistoso del grigio scuro e del grigio chiaro, è tutt’altro che chiassoso.

Lo schermo di iPad Air 2
Una secondo importante novità che percepirete prima ancora di cominciare ad usarlo, ma solo accendendolo, sarà nello schermo. Anche qui come nel caso del confronto sulle dimensioni, non serve un paragone diretto con iPad Air; basta un’occhiata. Il display appare straordinariamente definito, quasi dipinto, brillante e vibrante con icone incise e immagini che quasi pare di sentire sotto le dita. Tutto questo accade nonostante il display per risoluzione è lo stesso che abbiamo visto sull’iPad Air. Si tratta dell’effetto di due fattori combinati: l’uso di uno schermo il cui vetro di copertura è incollato direttamente sul display vero e proprio (cosa che si percepisce nettamente anche picchiettando sullo schermo che suona meno “vuoto”) e del trattamento antiriflettente.

A proposito di riflessi, Apple dice che lo schermo li abbatte di oltre il 50%; dire se questa misura è corretta è impossibile (anche se qualche esperto ritiene persino pessimistica la stima di Apple), ma possiamo testimoniare che in un ambiente chiuso, con luci parassite, la differenza si nota. Per verificare la presenza di un trattamento più efficace contro la luce riflessa, basta spegnere del tutto e verificare che su schermo nero, l’iPad Air mostra molto più chiaramente le luci e le immagini che si specchiano in esso di quando non faccia l’iPad Air 2. Questo non vuol dire che potrete usare l’iPad Air 2 in pieno sole senza problemi, ma certamente al chiuso la visione sarà più chiara e la lettura meno faticosa. All’aperto, è possibile che tra chi avrà i maggiori benefici sarà chi usa abitualmente iPad come macchina fotografica; lo schermo, effettivamente meno riflettente anche se non del tutto a prova di sole, sarà più facilmente utilizzabile come mirino maggiorato.

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La presenza di TouchID
Dal punto di vista funzionale, interruttore per il mute a parte che è assente e di cui personalmente non abbiamo sentito la mancanza, il TouchID che iPad Air 2 eredita da iPhone è il dettaglio di maggior interesse. Al momento serve di fatto solo per accedere alla schermata iniziale sostituendo la password e a comprare su App Store, ma in futuro potrebbe fare una grande differenza. Se infatti iPhone sarà utile, proprio grazie al lettore di impronte digitali, per fare acquisti “on the road”, iPad Air 2 potrebbe diventare un prezioso strumento di ecommerce. In ambito professionale, dopo l’apertura delle API di programmazione, l’iPad con TouchID potrebbe essere usato per accesso ad applicazioni e siti bancari o finanziari o magari come sistema di cassa, anche grazie la presenza di NFC a bordo della scheda madre, mantenendo alta la sicurezza con password sempre diverse una dall’altra. Noi nel frattempo in questi giorni, abituati all’uso di TouchID su iPhone, abbiamo apprezzato la possibilità di scaricare applicazioni solamente appoggiando il pollice e l’accesso alla home senza ricorrere ad una password lunga e fastidiosa da digitare. Inutile raccontare della facilità con cui si attiva il sistema e delle opzioni di sicurezza aggiuntive, perché ne abbiamo parlato molto a lungo lo scorso anno quando TouchID venne introdotto con iPhone 5s.

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Il nuovo processore fa la differenza?
Apple nel marketing punta sempre molto sulle prestazioni dei suoi processori, lanciandosi in raffronti con i modelli precedenti e anche con vecchissime versioni dei chip (nel caso di iPad Air 2 abbiamo anche visto un paragone, un po’ azzardato, con iPad originale). Nel caso specifico sappiamo che l’A8X (la X differenzia il processore nel core grafico dalla versione per iPhone 6) è del 40% più veloce nel calcolo. Tecnicamente dovrebbe (condizionale d’obbligo perchè Apple non fornisce questi dati) trattarsi di una componente Triple-Core da 1.5 GHz e 2 GB di Ram. Il core grafico dovrebbe essere il PowerVR GX6650 con una velocità stimata di 550 – 600 MHz. L’intero assetto rende iPad Air 2 più veloce sia, ovviamente, di un iPad Air (processore a due core, velocità di 1,4 GHz, solo 1 GB di Ram) che anche di un iPhone 6 che ha un processore della stessa generazione, ma solo 1 Gb di ram e due soli core.

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Il risultato di questo dispiegamento di potenza, è che iPad Air 2 è di fatto il dispositivo mobile più veloce mai creato da Apple, anche se questo in realtà conta poco per l’utente che si interessa solo distrattamente delle specifiche tecniche, quanto della qualità che esse portano all’utilizzo. Da questo punto di vista la differenza con l’iPad Air nell’uso pratico c’è e si percepisce, ma non è abissale come direbbero i benchmarks. Dove abbiamo notato maggiormente il balzo in avanti paradossalmente (ma non troppo, visto che sicuramente Apple ha certamente attuato un processo di ottimizzazione specifica), è al manovrare dell’interfaccia delle applicazioni native. Le animazioni di iOS 8 ci sono sembrate molto più fluide, più naturali di quelle che avevamo su iPad Air. La qualità di utilizzo è pari a quella che abbiamo sul nostro iPhone 6 Plus che al momento è il dispositivo più piacevole della lunga serie che abbiamo testato in questi anni.
È probabile, ma non abbiamo prove scientifiche che possano confermarlo, che buona parte della sensazione di responsività sia dovuta anche ad uno schermo ed a qualche componente che migliorano e rendono più reattiva la risposta al tocco. La nostra impressione, lo ripetiamo, difficile da provare in maniera da essere incontrovertibile, è che il display risponda più rapidamente.
In alcune prove che abbiamo fatto con applicazioni che richiedono abbastanza muscoli, come Asphalt 8, Modern Combat 5 e Infinity Blade III, le prestazioni sono pure migliori, con meno cadute di frame, ma la giocabilità resta sostanzialmente la stessa, almeno per ora, in attesa di app realmente ottimizzate. E non ci sono differenze, a colpo d’occhio, neppure dal punto di vista degli abbellimenti grafici, ma anche qui forse sarà necessario attendere programmi che tengano conto del triplo core e dei 2GB di memoria.

In ogni caso tutte le applicazioni native, quelle che usiamo ogni giorno come Mail, Safari, Musica o la fotocamera, sono più veloci. Più veloce è anche la navigazione, anche se probabilmente senza mettere uno accanto all’altro i due iPad e fare dei testa a test, non ve ne accorgerete. Abbiamo fatto qualche test di navigazione con un set di pagine Internet che da tempo usiamo per cercare di avere un riferimento più o meno oggettivo (Repubblica, Macitynet, Trenitalia, Cnn, Apple, Expedia, Amazon, Corriere della Sera), ottenendo risultati migliori di quelli del vecchio iPad Air nell’ordine del 10%: con una connessione Wi-Fi su Adsl 24 Mbps, abbiamo impiegato 36 secondi con l’iPad Air 2 e 40 secondi con iPad Air.
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La fotocamera
Non siamo mai stati dei fan del concetto dell’iPad come sostituto di una digicamera (ci è sempre parso un po’ ridicolo chi sventola in aria un dispositivo di dimensioni così significative per scattare una foto) ma chi la pensa diversamente dovrebbe avere a disposizione un sistema più flessibile e qualitativamente superiore. Al momento non abbiamo svolto test specifici sulla fotocamera ma possiamo dire che a prima vista se l’iPad risponde ergonomicamente come il precedente, gli scatti ci sembrano avere una qualità piuttosto simile a quella di iPhone 6, e quindi superiore a quella di iPhone 5s, specialmente in condizioni di buona luminosità. Solo la messa a fuoco ci pare meno pronta (forse a causa della mancanza della tecnologia Focus Pixel). La fotocamera frontale è stata migliorata e dovrebbe rispondere meglio quando la luce è scarsa (ora ha una apertura di f2,2). In ogni caso a nostro giudizio i maggiori vantaggi dovrebbero venire da altri fattori tra cui lo scatto in sequenza e, nel caso si giri video, lo slow motion.

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Batteria
Si è discusso molto nel corso dei giorni scorsi sulla durata della batteria di iPad Air 2 che, come noto, è ora da 27.62Wh invece che 32.9Wh, il 19% meno il che, pur a fronte di un processore che dovrebbe consumare meno, secondo qualcuno incide sull’autonomia. Da parte nostra abbiamo fatto due test: abbiamo prima usato iPad Air 2 per due settimane sostituendo interamente l’iPad Air per verificare se ci fossimo trovati in una situazione di ricarica più frequentemente. Il risultato di questo test empirico è stata che non abbiamo ricaricato iPad Air 2 più volte di iPad Air 1: una volta la settimana. Poi abbiamo fatto un test più scientifico. Abbiamo lanciato un video full HD, spento il Wi-Fi, messo lo schermo al 100% per un’ora e mezza, la durata di un film e alla fine abbiamo perso esattamente il 20% di carica. Il nostro iPad Air ha fatto solo leggermente meglio perdendo il 19%, una differenza trascurabile anche se è vero che la batteria dell’iPad Air è vecchia di un anno. In un secondo test, tenendo il Wi-Fi acceso con posta in push e lasciando sempre il filmato da 90 minuti abbiamo perso circa il 25% il che è assolutamente notevole e non molto diverso da quel che fatto l’iPad Air (-23%). Infine lasciando un filmato (questa volta in HD) in loop senza Wi-Fi e rete cellulare, abbiamo sfiorato le 11 ore (10:57). L’iPad Air ha fatto circa 40 minuti in più. In termini pratici qualche differenza c’è, ma la maggior parte di chi usa iPad quotidianamente non si accorgerà di nulla. In ogni caso risulta impressionante che Apple sia riuscita a tenere quasi immutata l’autonomia di iPad riducendo lo spessore, aumentando le prestazioni del processore e lasciando immutata la risoluzione dello schermo.

Audio
Tra gli altri elementi da segnalare c’è la potenza dell’uscita audio. Apple non dichiara nulla di specifico al proposito, ma è chiaro che l’uscita è più potente e il suono, in particolare la voce, è più distinto. Si tratta del frutto della revisione delle porte e di qualche modifica della componentistica. La separazione stereo resta ancora molto modesta, visto che le porte sono così vicine, ma certamente chi usa iPad Air 2 per ascoltare contenuti musicali o vedere un film, avrà soddisfazione. Forse potrà lamentarsi chi usa iPad per giocare senza cuffie. La parte posteriore, come notato nei giorni scorsi, vibra, specialmente quando il suono esce a volume elevato. Che questo possa essere un vero fastidio, dipende dalla vostra sensibilità; c’è chi ritiene questo “difetto” persino un pregio, una sorta di effetto Force Feedback redivivo, ma se avete problemi a percepire la vibrazione, il consiglio è quello di usare una custodia rigida per ridurre l’impatto.

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In conclusione
Le conclusioni da trarre a margine di queste due settimane di utilizzo di iPad Air, sono necessariamente divise in due. Da una parte ci sono i giudizi sul dispositivo e dall’altra un consiglio per l’acquisto.

Dal primo punto di vista è del tutto evidente che chi sostiene che iPad Air 2 non è una rivoluzione ha ragione, ma se ci affrettasse a liquidare il rilascio di questo modello come un modo per fare cassa cambiando qualche dettaglio come fanno i costruttori di automobili quando lanciano nuovi modelli di vettura con una mascherina cromata invece che opaca e fari ovali invece che tondi, si sbaglierebbe. iPad Air 2 solo a prima vista è una mera evoluzione di un prodotto precedente, in realtà è il frutto di una filosofia di evoluzione che partendo da un punto preciso conduce ad un costante affinamento intorno al concetto iniziale. Lo scopo di Apple con iPad è quello di creare un prodotto per la fruizione di contenuti che sia immediato da usare dal punto di vista tecnico e dal punto di vista del design e iPad Air 2, rappresenta il prossimo traguardo: è tangibilmente (nel senso più propriamente etimologico del termine) più sottile e leggero, è più potente ed è anche più affinato del modello precedente. Apple con iPad Air 2 ha ripreso il discorso dallo stacco che iPad Air aveva avuto da iPad 4 e ha condotto a termine la rivoluzione. Da questo punto di vista è impossibile non restare magneticamente attratti dal profilo e dalla cura dei dettagli che Ive ed il suo team hanno messo in questo nuovo modello e guardando vecchio e nuovo iPad Air, pochissimi, forse nessuno, penserà che il vecchio è meglio del nuovo. E anche dal punto di vista delle prestazioni percepiamo questo stacco evolutivo: iPad Air 2 è più piacevole, fluido, immediato da usare rispetto al primo iPad Air e se si usa iOS 8 la distanza è anche più evidente. Non abbiamo testato molti altri tablet, ma anche chi l’ha fatto, al netto del tifo e delle considerazioni sul rapporto costo-valore, non ha dubbi sul fatto che se si cerca il miglior tablet in commercio la scelta deve necessariamente ricadere su iPad Air 2.

Dal secondo punto di vista, il consiglio per gli acquisti, le cose sono un po’ più complicate, almeno se si vuole un prodotto che sia un valido compromesso tra prezzo, stile e prestazioni. In questo caso se siete disposti a rinunciare ad un po’ di comodità e a qualche cosa, ma non troppo, in fatto di prestazioni, è possibile che un iPad Air possa fare al caso vostro: rinunciate ad un po’ di affinamenti stilistici, vi portate dietro un po’ di peso in più, ma avrete un prodotto comunque molto efficiente e ancora molto moderno. Ragionamento che vale, tantopiù, se avete già un Air: chi ha il precedente modello ha probabilmente poche ragioni di aggiornare. Ma se avete invece un qualunque iPad di precedente generazione, anche fosse un iPad 4, ed usate il tablet come strumento per la fruizione di contenuti, magari al posto di un computer, o per lavoro, allora iPad Air 2 è un prodotto che vi potrebbe cambiare di molto la vita digitale.

Da parte nostra, se lo scorso anno con il lancio di iPad mini retina, avevamo messo da parte i vecchi iPad e anche lasciato un po’ sotto traccia il nostro iPad Air, con iPad Air 2 abbiamo nuovamente cambiato direzione: per peso, comodità, potenza, funzioni (incluso TouchID), iPad Air 2 non prende solo il posto dell’iPad Air, ma anche dell’iPad mini retina e da due settimane è nella nostra borsa quotidiana e finirà nello zaino dei nostri viaggi.

Tutti i nuovi iPad Air 2 sono disponibili da questa pagina di Apple Store online: ad un prezzo che parte da 499 euro per la versione da 16 Gb e arriva a 899 euro per la versione da 128 Gb.

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