Recensione Parrot Bebop 2, il drone per tutti si rinnova con due marce in più

Macitynet vola con Bebop 2, nuova versione del drone Parrot recensito lo scorso anno, con autonomia e materiali migliorati. Su Amazon costa 549 euro solo drone, in bundle con Skycontroller costa 949 euro.

Sebbene esteticamente identico al suo diretto predecessore, non si può certo dire che il Parrot Bebop 2 sia un drone identico al primo modello. Sotto le apparenze, infatti, il produttore ha lavorato per porre rimedio alle lacune del passato. Il risultato è un quadricottero che se a prima vista non presenza differenze con quello che l’ha precedento, è caratterizzato da una costruzione realmente migliorata e un’autonomia più che raddoppiata, che si spinge fino a 25 minuti di volo continuo.

Come è fatto

Bebop 2, come del resto il diretto predecessore, è decisamente diverso dai diretti concorrenti. E’ più piccolo di un qualsiasi phantom DJI, o simili, e ha un profilo più basso, quasi schiacciato. Il carrello di atterraggio, infatti, è davvero ridotto all’osso, con piccoli piedini che si estendono al di sotto di ogni elica. Questa peculiarità porta con sè pro e contro: da un lato sarà quasi impossibile decollare in un prato con erba alta, essendo necessario un piano sgombro e libero da qualsiasi ostacolo; dall’altro, però, consente un atterraggio senza preoccupazioni, dato che sarà impossibile ribaltare il drone o danneggiarlo durante la procedura di approccio al terreno.

Questo assetto è anche permetto dall’altra più evidente particolarità del drone: la presenza di una camera Full HD completamente integrata sul muso del velivolo e non, come la quasi totalità dei concorrenti, sotto la “pancia” del drone. Anche in questo caso pro e contro: ne beneficia l’estetica, tanto che Bebop 2 in volo è agilissimo, aggressivo e resistente anche in condizione di forte vento, ma perde quel meccanismo di stabilizzazione meccanica che solo un gimbal motorizzato può dare. In ogni caso, diciamolo subito anche se il concetto lo si approfondirà nel corso della recensione, la stabilizzazione software del Bebop 2 non teme confronti, tanto da restituire immagini particolarmente ferme, prive di oscillazioni o di “effetto budino”.

parrot bebop 2

Tornando sull’estetica e sulla costruzione del drone, Bebop 2 migliora sensibilmente rispetto al primo modello recensito da Macitynet a questo indirizzo. Al posto della schiuma plastica, una sorta di polistirolo, con cui era costruito Bebop , il nuovo quadricottero presenta plastiche molto leggere, ma al tatto più piacevoli; solo la parte inferiore del muso continua ad ospitare un piccolo pezzo in polistirolo. Migliorato sensibilmente anche l’aggancio tra batteria e drone.

Sparisce totalmente il piccolo laccio a strap del precedente modello, sostituito da un meccanismo ad incastro più professionale, con sgancio rapido tramite apposito pulsante. Questa modifica conferisce ad un prodotto da 549 euro il suo giusto look premium.

Migliorata sensibilmente la batteria, che con i suoi 2700 mAh garantisce, secondo il produttore, fino a 25 minuti di volo. Durante i nostri test, a dire il vero, ci siamo solo avvicinati a tale traguardo, riuscendo più frequentemente a sfiorare i 20 minuti di volo.

In ogni caso oltre ad essere in linea con tutti i principali competitor, il minutaggio è più che sufficiente per godere di un’ottima esperienza di volo. In più, cambiare eventualmente la sola batteria è un’operazione che richiede pochi secondi, ragion per la quale è sufficiente una seconda batteria di scorta per raddoppiare il tempo di volo.

In volo, Bebop 2 è il drone consumer ad alte prestazioni più semplice da guidare. Se paragonato a Yuneec Q500 e Phantom 3, Bebop 2 richiede davvero pochi minuti per essere correttamente pilotato. Atterraggio e decolo sono totalmente automatizzati, essendo sufficiente un semplice click a schermo, o sull’apposito tasto dello SkyController.

E’ vero, anche altri concorrenti hanno tali funzioni, ma il carrello più alto di un qualsiasi Phantom 3, soprattutto in condizione di forte vento, potrebbe riservare spiacevoli sorprese. Chi scrive, insomma, ha sempre preferito atterrare in manuale con un drone DJI, mentre con Bebop 2 dopo aver premuto il tasto di atterraggio si può davvero essere tranquilli sulla riuscita dell’operazione.