Le unità SSD (Solid State Drive) sono ormai molto diffuse e, come noto, sono più veloci rispetto ai tradizionali dischi rigidi (HDD) permettendo di ridurre i tempi di avvio del sistema operativo, delle applicazioni e trasferire file molto più in fretta.
Dopo la diffusione delle unità con interfaccia SATA (ne abbiamo parlato in dettaglio qui) da alcuni anni hanno cominciato a diffondersi le unità NVMe, diverse dalle prime. Il bus SATA limita per la velocità di trasferimento dati massima teorica a 6Gbps, essendo un’interfaccia lenta rispetto ad altre più recenti. Gli SSD SATA si trovano in fondo alla classifica in termini di prestazioni, giacché utilizzano la stessa interfaccia dei tradizionali dischi rigidi (e quest’ultima è nata pensando a dischi meccanici).
L’interfaccia SATA è stata per lungo tempo l’interfaccia principale utilizzata per la tecnologia di archiviazione, richiede due cavi per il funzionamento (uno per il trasferimento dei dati alla scheda logica, e l’altro per l’alimentazione). Sono nate in seguito unità SSD più veloci con interfacce come l‘M.2, ideata per sostituire lo standard SATA che utilizza la configurazione e i connettori dello standard PCI Express Mini Card.

La principale differenza tra un SSD SATA e NVMe risiede nella tecnologia dell’interfaccia e nelle prestazioni possibili. Le unità SSD NVMe M.2 utilizzano il protocollo NVMe, pensato specificatamente per loro. Abbinati a un bus PCI Express (PCIe), gli SSD NVMe consentono di offrir i più recenti livelli di prestazioni e velocità ottenibili, comunicando direttamente con il processore, o CPU, attraverso le corsie PCIe.
In poche parole consentono alla memoria flash di operare come SSD direttamente attraverso le prese PCIe, anziché dover utilizzare i driver di comunicazione SATA, che sono molto più lenti rispetto a quelli NVMe.
I bus PCIe
Grazie ai bus PCIe, gli SSD NVMe M.2 offrono velocità di trasferimento teoriche fino a 20 Gbps, valori notevolmente più elevato rispetto ai 6 Gbps delle unità SSD SATA. I bus PCIe sono in grado di supportare 1x, 4x, 7x e 16x canali.
Lo standard PCIe 3.0 offre velocità di trasferimento effettive fino a 985 MB/S per canale. Questo si traduce in velocità di trasferimento potenziali fino a 16 GB/s (quando si utilizza il formato M.2 con i bus PCIe, sono utilizzabili solo 2x o 4x corsie con velocità di trasferimento massime fino a 4 GB/s).
Le schede madri più moderne supportano livelli di prestazioni superiori, ed è quindi bene tenere conto delle generazioni PCI: esistono generazioni di bus PCIe che hanno differenti livelli di prestazioni. La larghezza di banda raddoppia con ogni generazione ed esistono SSD che utilizzano tecnologie PCIe di differente generazione (da qui le denominazioni PCIe Gen 3, PCIe Gen 4 e Gen 5).

Quali sono differenze?
Nel momento in cui scriviamo le ultime generazioni disponibili sono PCIe 4.0 e PCIe 5.0, con ulteriori sviluppi ancora in corso. La principale differenza tra le versioni PCIe, come è facile immaginare, è la velocità di trasferimento dei dati. Ogni nuova versione dello standard PCIe raddoppia la velocità rispetto al precedente. Come accennato, gli slot PCIe sono disponibili in cinque configurazioni sulle schede madri: x1, x2, x4, x8 e x16, riferimenti alle linee (canali) disponibili.
PCIe 3.0 offre un’ampiezza di banda di circa un 1GB per canale, PCIe 4.0 arriva a 2GB per canale e il PCIe 5.0 arriva a 4GB per canale. Questo significa che una unità SSD PCIe 4.0 che supporta 4 canali può arrivare a un throughput teorico di 8GB/s, il doppio di quanto permesso dal PCIe 3.0 e la metà del PCIe 5.0.
E PCIe 6.0? anche se è stata presentata nel 2021 ma non aspettatevi periferiche consumer compatibli molto presto, la prima ad annunciare SSD compatibili è Micron che ha realizzato un dispositivo 6.0 in grado di raggiungere la velocità di ma è una componente adatta all’installazione su server specializzati.
Nel momento in cui scriviamo l‘unità più veloce dovrebbe essere il Crucial T705 con PCIe di quinta generazione con velocità fino a 13.600MB/s e compatibile con slot di quarta generazione.
Generazioni, velocità di trasferimento e prezzi
Qui sotto vi mettiamo in sequenza per un confronto gli SSD Crucial da 1 TB cominciando dal più veloce al più lento nella versione senza dissipatore.
Come vedete i prezzi (anche al netto degli sconti) variano di parecchio e mentre può essere interessante acquistare un SSD per avere il massimo delle prestazioni per attrezzare un computer per il gaming o sistemi per l’editing video multitraccia altissima risoluzione (8K) bisogna scontrarsi con la generazione degli slot PCIe che avete a disposizione all’interno del PC o console e pure con la massima velocità dei Case o degli Hub esterni che ospitano gli SSD. Come ben sapete i MacBook, gli iMac e i Mac mini recenti non possono sostituire gli hard disk interni. I Mac mini M4 possono farlo con tutta una serie di impedimenti.
Soprattutto nel caso di un case esterno è inutile acquistare un SSD con una velocità di trasferimento altissima se l’interfaccia che utilizzate per il collegamento all’unità principale è di molto inferiore a quella permessa dalla componente.
Ad esempio con USB 3.2 su Mac vi basterà un SSD Gen 3 o al massimo Gen 4 con una velocità di 1500-2000 Mbps. Con USB 3.2 gen 2×2 potreste pensare ad un Gen 4 con 2.000-2400 Mbps. Con Thunderbolt 4 e USB 4 potreste avere velocità di trasferimento intorno ai 2.800 MBps e quindi un SSD con 4.000 Mpbs potrebbe essere sufficiente.
Novità degli ultimi mesi è Thunderbolt 5 e al CES 2025 è apparsa una unità ultraveloce di OWC che promette trasferimenti fino a 6,500MB/s con il suo RAID Thunderblade X12.
Ovviamente se pensate di riciclare l’SSD in tempi non lontani in un prossimo computer con interfaccie più veloci potrebbe valere la pena di spendere qualcosa in più.
In ogni caso prima di acquistare una unità NVMe assicuratevi che il vostro sistema la supporti: i dispositivi più datati potrebbero non essere compatibili con il protocollo NVMe, in quanto non dispongono delle connessioni necessarie per utilizzare le prese NVMe PCIe.