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Tim Cook: “Le grandi aziende meritano di essere esaminate col massimo scrupolo”.

Il CEO di Apple, Tim Cook, ha partecipato ad una intervista nell’ambito del “The Atlantic Festival”, evento organizzato dal giornale statunitense che si occupa di informazione, politica, tecnologia ed economia.

L’amministratore delegato della Mela ha parlato di vari argomenti, inclusi i cambiamenti climatici, il lavoro da remoto e dalle attenzioni dell’antitrust nei confronti del’azienda.

Con Jeffrey Goldberg, caporedattore dell’Atlantic – riferisce Appleinsider – Cook ha fatto cenno alla responsabilità ambientale, argomento che Apple indica spesso come principio-guida. Al CEO di Apple è stato chiesto se recenti eventi catastrofici come gli incendi in California, potranno contribuire a far mutare l’opinione delle persone sui cambiamenti climatici. “La somma di questi eventi – gli incendi a ovest che hanno bruciato milioni di acri, gli uragani a sud nella mia città natale, le inondazioni che hanno avuto luogo nel nord-est e nella regione del Medio-Atlantico – tutti questi insieme – credo che convinceranno la gente che non è attualmente convinta sul fronte dei cambiamenti climatici”, ha detto Cook.

L’a.d. di Apple ha proseguito facendo notare a questo proposito gli sforzi dell’azienda da lui guidata, con la transizione dei negozi aziendali e al dettaglio alimentati al 100% con energie rinnovabili e l’impegno a trasformare la filiera produttiva, prodotti e servizi a impatto zero entro il 2030.

Si è passati poi a parlare di Donald Trump, strenuo oppositore della climatologia. Alla domanda se riuscirà a fare cambiare opinione al Presidente su temi importanti come l’ambiente, Cook ha sviato sollevando un’obiezione, spiegando che questi colloqui sono “conversazioni confidenziali”. Nell’insieme Cook ha ad ogni modo ribadito l’importanza rapportarsi con i rappresentanti dei governi eletti che hanno opinioni opposte.

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Parlando della pandemia da coronavirus, Cook ha riferito che i dirigenti di Apple hanno “ribaltato sotto sopra l’azienda” per trovare modi per contribuire alla lotta in corso. La donazione ad aprile di 30 milioni di mascherine e visiere è stata indicata come un esempio della capacità di Apple di progettare prodotti efficaci e mobilitare una vasta catena di approvvigionamento con breve preavviso.

A maggio di quest’anno Apple ha donato 10 milioni di dollari dell’Advanced Manufacturing Fund a Copan Diagnostics, una delle principali società USA specializzata nella costruzione di kit e raccolta dei campioni che svolgono un ruolo fondamentale nei test COVID-19. Con il servizio Apple News ha anche deciso di combattere le fake news con una sezione dedicata alla copertura del coronavirus.

Parlando di lavoro da remoto, solo tra il 10% e il 15% del team della lavora al momento all’Apple Park. Cook visita periodicamente il campus durante la settimana e ha spiegato che “la stragrande maggioranza” dei dipendenti sta ancora lavorando da remoto e che, benché vi siano dei vantaggi come soluzione temporanea, la presenza fisica in ufficio è insostituibile.

“In tutta sincerità”, ha detto Cook, “non è come essere insieme fisicamente e non vedo l’ora che tutti possano tornare negli uffici”. “Non penso si ritornerà come prima; abbiamo individuato delle cose che funzionano molto bene virtualmente ma elementi come la creatività e la serendipità delle coincidenze, dipendono anche dalla possibilità per le persone di incontrarsi durante l’arco della giornata”. “Abbiamo progettato tutti i nostri uffici in modo tale che vi siano aree comuni dove le persone possano aggregarsi e parlare, senza programmare queste conversazioni”.

Per quanto riguarda l’Antitrust, Cook ha riferito di essere infastidito dall’essere chiamato a testimoniare davanti al Congresso su tali questioni o dall’essere accomunato su questo a persone come il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg.

“Ritengo che le grandi aziende meritino di essere esaminate con scrupolo”, ha detto Cook. “Non è solo giusto ma importante per il sistema che abbiamo in America”. “E non ho per questo nessun problema se Apple viene messa sotto il microscopio, si cerca e indaga a fondo”. La speranza di Cook è che le persone sentano questa storia, e man mano che si continua a indagare su Apple, diventi evidente per tutti che non esiste alcun monopolio.

Ribadendo quanto già riferito alla sottocommissione antitrust a luglio, Cook ha detto che Apple opera in campi “estremamente competitivi” come quelli di smartphone e tablet, dove in pratica si combatte quotidianamente per guadagnare quote di mercate. La strategia di Apple che punta a offrire i migliori prodotti possibili, non dovrebbe deporre a favore dell’azienda se volesse diventare un monopolio.

“È molto raro, quasi impossibile per i migliori diventare anche la maggiorparte”, ha detto ancora Cook. “Alcuni sceglieranno un prodotto base e ci saranno abbastanza persone che compreranno il prodotto base che avrà maggiori quote di mercato. Questo è vero in tutti i diversi campi nei quali operiamo”.

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