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Twitter, confermato il blocco di tutti i client di terze parti

Da giorni gli sviluppatori che usano le API di Twitter stanno riscontrando problemi con i rispettivi client e ora è arrivata la conferma ufficiale di quello che molti temevano: Twitter non permette più agli sviluppatori di “creare sostituti o simili servizi e prodotti per l’applicazione Twitter”.

In pratica è la fine per tutti i client di terze parti, di app quali Tweetbot, Twitterrific, Aviary, Echofon, Birdie e altre app ancora che non potranno più essere sviluppate.

Gli sviluppatori di app lamentano di non avere ricevuto comunicazioni da Twitter, neanche avvertimenti sulla chiusura e non è chiaro se la scelta sia dovuta a violazioni delle API o semplicemente a cambiamenti nelle policy aziendali.

Client quali Tweetbot e Twitterrific (in attività da molti anni) non funzionano più e ora su iOS o Android bisogna per forza usare l’app ufficiale di Twitter, una scelta che permetterà alla piattaforma di mostrare annunci a tutti gli utenti (e quindi facile ipotizzare che i client di terze parti erano visti come una perdita di ricavi per l’azienda).

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In un post sul blog aziendale, Twitterrific scrive: “Negli ultimi 16 anni abbiamo rispettato le loro regole API, così come sono state pubblicate. Non sappiamo se queste regole sono cambiate di recente o quali potrebbero essere le modifiche apportate”. E ancora: “possiamo dire con certezza perché alcuni client non siano interessati, ma sembra possibile che ci sia una nuova politica (apparentemente non dichiarata e non annunciata) che viene applicata solo alle applicazioni con un gran numero di utenti”.

Gli sviluppatori di Twitterrific concludono: “Siamo spiacenti di riferire che l’improvvisa e indecorosa scomparsa dell’app, dovuta a non documentati e senza preavviso cambiamenti di policy di una sempre più incostante Twitter – una Twitter che non riconosciamo più come affidabile e con la quale non vogliamo lavorare più”.

Gli abbonamenti a Twitterrific da iOS sono stati disattivati e gli sviluppatori stanno chiedendo agli utenti di non chiedere un rimborso a Apple perché tali perdite avrebbero un impatto notevole sull’attività, e migliaia di rimborsi potrebbero essere da questo punto di vista devastanti.

Tutti gli articoli che parlano di Elon Musk sono disponibili da questa pagina, invece per quelli dedicati a Twitter si parte da qui.

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