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UVMask, la mascherina anti-covid che purifica l’aria

Purtroppo il covid ci ha messo di fronte alla necessità di indossare una mascherina in pubblico per evitare di contagiare o contagiarci a vicenda. Da qui un mercato che fino a pochi mesi fa era destinato solamente ad ambienti ospedalieri e aree di lavoro ha visto aumentare vertiginosamente le proprie richieste, stuzzicando aziende e startup a fare sempre meglio e magari provando ad innovare un prodotto che per decenni è stato sostanzialmente sempre lo stesso.

UVMask è il risultato di questa innovazione: una mascherina riutilizzabile che sfrutta dei filtri sostituibili a lunga durata e una serie di tecnologie, di cui fa parte anche una lampada igienizzante UVC, per purificare l’aria ad un livello mai visto e con una velocità dieci volte superiore a quella con cui respira chi la indossa (è in grado di purificare efficacemente dai 6 ai 10 litri di aria in appena un secondo: per fare un confronto, in media un respiro completo porta nei polmoni mezzo litro di aria). L’azienda parla di una sterilizzazione pari al 99,99% e perciò superiore al 92-95% garantito dalle mascherine monouso chirurgiche e FFP2, per altro è una percentuale che viene mantenuta sia in ingresso che in uscita.

Nonostante dentro ci siano due batterie da 1.200 mAh per alimentare ventola e componenti, la mascherina appare piuttosto compatta. Aderisce al volto attraverso una cornice in silicone che si aggancia quasi ermeticamente alla pelle in modo che l’aria non fuoriesca da un eventuale pertugio ma passi soltanto dall’unica via di accesso predisposta. Per altro è possibile anche modificare il sistema di elastici potendo così scegliere se bloccarla dietro le orecchie oppure tra testa e nuca.

L’aria viene inizialmente filtrata da un componente sostituibile che garantisce il 100% di operatività per 40-50 ore e poi, gradualmente, la sua efficacia diminuisce. Si tratta di un filtro CE-FFP2 che blocca il 95% delle particelle PM 0.3, anche quelle microscopiche e 100 volte più piccole di un granello di farina. Serve ad eliminare tutti gli inquinanti atmosferici ma anche polvere, polline, e tabacco, fumo (anche di incendi) compresi, che anche in quantità invisibili all’occhio umano possono comunque risultare dannose.

UVMask, la mascherina anti-covid che purifica l’aria

Prima di raggiungere le vie aeree, l’aria che passa attraverso questo filtro viene poi sigillata all’interno di un vortice sterilizzatore, che impiega appunto due LED UVC da 25.000 μW / cm2 per purificarla completamente eliminando agenti patogeni e tutti gli altri allergeni. Questo tipo di luce viene utilizzata da decenni nel settore della biosicurezza e in campo medico e proprio in questi mesi di pandemia ha fornito un grosso aiuto per sanificare e sterilizzare superfici e intere stanze. Ma anche il resto dei componenti di UVMask sono degni di nota: la copertura dei LED, per dire, è in vetro zaffiro.

Il filtro è stato testato secondo le norme EN 149-2001 + A1-2009 e la mascherina stessa è stata testata e certificata dai laboratori SGS approvati dalla FDA e accreditati ISO 17025. Di filtri, in confezione ce ne sono già dieci ma in fase di acquisto se ne possono aggiungere altri dieci per poco più di dieci euro, allungando così l’autonomia del sistema di altre 500 ore già in fase di acquisto. La durata di vita di UVMask è invece garantita per 10.000 ore: supponendo di indossarla quotidianamente per non più di 8 ore al giorno, la sua vita media è di oltre tre anni.

Il sistema di filtraggio viene impiegato sia in ingresso che in uscita, perciò una mascherina di questo tipo si rivela molto utile anche con i soggetti asintomatici. Inoltre le prese d’aria laterali impediscono la fuoriuscita di saliva e prevengono l’appannamento degli occhiali, uno dei problemi più diffusi quando si indossano le mascherine monouso tradizionali. Le batterie integrate si ricaricano via USB-C in 90 minuti e promettono fino a 6 ore di autonomia: anche se l’energia dovesse esaurirsi prima del rientro, il sistema di filtri protegge comunque passivamente da inquinamento, polvere e quant’altro con un filtraggio del 93%.

Ma UVMask non è pensata per essere usata solo in periodi di emergenza come quello che stiamo vivendo in questi giorni. Secondo le statistiche più recenti, all’incirca 9 persone su 10 vivono in luoghi in cui l’inquinamento atmosferico supera i limiti di sicurezza. Negli anni ’50 il Grande Smog di Londra uccise migliaia di persone in pochi giorni: oggi 800.000 persone muoiono ogni anno per via della bassa qualità dell’aria sul posto di lavoro e si presume che entro il 2050 saranno 6,6 i milioni di persone che moriranno annualmente a causa dell’inquinamento atmosferico.

Chi volesse acquistarla può prenotarne una già oggi tramite la campagna di raccolta fondi lanciata su Kickstarter, che ha già brillantemente superato i 18.000 euro necessari per avviare la produzione di massa (nel momento in cui scriviamo l’azienda ne ha già raccolti più di 193mila euro). Il costo è di 80 euro per mascherina con dieci filtri. Ah, se volete farvi un’idea di come vi starebbe al volto, potete scansionare il codice QR qui sotto tramite Instagram per indossarla tramite AR.

UVMask, la mascherina anti-covid che purifica l’aria

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