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WWDC, l’attesa per l’iPhone 3G sta per finire

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Il mondo si prepara all’annuncio di iPhone e anche Macity è sui blocchi di partenza. Un nostro inviato si trova a San Francisco dove, lunedì mattina alle 10 (ora locale, le 19 in Italia), Steve Jobs salirà  sul palco per tenere il discorso introduttivo della WWDC, l’incontro mondiale degli sviluppatori per la piattaforma Apple.

Il compito del nostro giornalista sarà  quello di seguire in diretta l’evento e, in collaborazione con la redazione che resta in Italia, dare ogni informazione su quel che il fondatore di Apple racconterà  agli sviluppatori presenti e al pubblico che attende notizie da casa, un pubblico che mai come questa volta si può dire non solo sparso in tutto in globo, ma numerosissimo e in trepidante attesa. La ragione è nota: da quell’evento ci si attende l’annuncio dell’iPhone 3G.

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Ben difficilmente l’annuncio non arriverà  e questo non solo perché Apple, pur non avendo ancora diffuso ancora alcuna notizia in merito corre il rischio di venire spolpata a Wall Street se non ci fosse alcun cenno ad esso, ma anche e soprattutto perché gli indizi in merito sono tanti e tali che è praticamente impossibile che Jobs non presenti il telefono con tecnologia HSDPA. Di che telefono si tratti, quali siano le sue caratteristiche e il dettaglio tecnico è però difficilissimo da dire.
Nei giorni scorsi si è detto e letto di tutto e discernere le vere indiscrezioni da semplici supposizioni se non da vere e proprie bufale organizzate ad arte è abbastanza complicato.

I punti di riferimento certi sono pochi: in pratica solo la tecnologia HSDPA (con velocità  di download fino a 7,2 Mbps) e l’uso del nuovo firmware 2.0.
Si può anche pensare legittimamente che dal punto di vista estetico il telefono non sia molto diverso da quello attuale e che il suo costo potrebbe essere, all’atto pratico, molto più basso perché sarà  venduto sovvenzionato dai gestori di telefonia mobile.

Possibile anche che Apple ne venda una versione sbloccata a prezzo pieno (399 e 499$, forse qualche cosa meno) e che in commercio resti per alcuni mercati anche la versione Edge. Su tutto il resto si può discutere: dalla presenza delle funzioni Gps, ai case di colori differenti per finire con il supporto alla chat video bidirezionale, in pratica la videochiamata.

Anche sul firmware 2.0 e le sue funzioni ci sono punti interrogativi; ad esempio se ci sarà  davvero l’iChat per iPhone dovrà  essere supportato dal software e fino ad oggi non si è mai visto nulla del genere nelle beta rilasciate agli sviluppatori.
Per altro è molto probabile che l’iPhone Firmware 2.0 contenga qualche sorpresa mai rivelata e che quelle diffuse siano versioni limitate e confezionate ad hoc per non svelare novità  che Jobs potrebbe presentare per “fare il botto”.

Una di queste potrebbe essere il supporto di un nuovo .Mac, una versione profondamente e radicalmente rinnovata della suite Internet di Apple orientata a supportare la mobilità  con, ad esempio, posta in push, sincronizzazione dei calendari e dei bookmarks, archiviazione on line, per iPhone.
Indizi piuttosto precisi di questo servizio (denominato Mobile.me? oppure semplicemente Me?) sono stati scoperti nell’ultima versione di Mac Os rilasciata solo pochi giorni fa. Il rinnovo di .Mac, iPhone o no, pare comunque essere un passo da compiere; le critiche intorno ad esso (per costi, prestazioni e funzioni) sono ormai numerose e difficilmente potranno essere ignorate ancora a lungo, senza contare che quel che si può fare con .Mac, integrazione con il Mac Os a parte, si può fare con servizi gratuiti.

Una buona scelta potrebbe essere rendere, appunto, gratuiti i servizi di base di .Mac per chi usa iPhone e Mac Os e introdurre funzioni avanzate a pagamento.
Ma qui, è bene dirlo, siamo nel puro campo delle congetture, di quel che “avrebbe senso”. Ma chi conosce questo mondo, quello di Jobs e della sua storia nel campo dell’informatica, sa bene che non sempre quel che ha senso dal nostro punto di vista ce l’ha dal suo punto di vista.

Un’altra delle supposizioni, questa volta fondata però su voci che qualche sito ritiene attendibili, ruota intorno ad una evoluzione del sistema operativo dei computer Apple.

Una aggiornamento di portata maggiore che, nome in codice Snow Leopard (Leopardo delle Nevi), Cupertino starebbe portando avanti per un rilascio già  il prossimo mese di gennaio. Dire se Apple lo annuncerà  alla WWDC è leggere anche in questo caso le carte, ma se davvero esiste la prospettiva di creare un sistema operativo che in maniera significativa modifica il codice l’annuncio deve arrivare per tempo per dare la possibilità  agli sviluppatori di adeguarsi e testare le loro applicazioni. Se, addirittura, il sistema operativo eliminerà  la compatibilità  con PowerPc, Apple potrebbe già  addirittura essere in ritardo e se l’annuncio non arriverà  alla WWDC, deve arrivare per forza qualche giorno dopo.

Nei giorni scorsi sono circolate anche voci su altri possibili “annunci bomba”, tra cui una revisione dei MacBook se non il famoso mini-tablet che Apple starebbe preparando per dare un fratello grande ad iPod touch. A prima vista e usando sempre le debite cautele non sembra che la WWDC, un evento dedicato esclusivamente agli sviluppatori, sia il momento più adatto per questo tipo di novità .
La linea di condotta di base seguita da sempre da Apple per la conferenza di San Francisco è sempre stata quella di usare il palco del Moscone, salvo casi eccezionali, per presentare iniziative di interesse per il mondo dello sviluppo non novità  interessanti per il mondo del consumo ma che spostano poco sotto il profilo di chi professionalmente crea software e hardware per la piattaforma. In questo senso un nuovo iPhone con tecnologia 3G ha un senso enorme, specie se si considera quel che esso significa in termini di impatto su scala planetaria abbinato all’SDK e al firmare 2.0. Ne ha molto anche un eventuale .Mac rinnovato e aperto ad iPhone quando si pensa che si potrebbero creare applicazioni che ne sfruttano le caratteristiche. Della rilevanza per il mondo dello sviluppo di un eventuale nuovo sistema operativo abbiamo appena detto e in ogni caso essa è del tutto evidente.

Per sapere che cosa di tutto questo è frutto di fantasie o di anticipazioni andate fuori bersaglio o si trasformerà  in realtà  non si può fare altro che presentarsi al Moscone West per ascoltare le parole di Steve Jobs o, in alternativa, collegarsi al nostro sito che dalle 19 seguirà  in diretta l’evento da questa pagina per poi andare avanti per tutta la notte con servizi speciali ed approfondimenti.

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