Non fu colpa di Apple, svelato il mistero dell’app YouTube rimossa da iOS 6

Fino al 2012 l’app YouTube era di serie integrata in iOS: quando fu rimossa tutti pensarono a un blocco di Cupertino. Ora un ex dipendente YouTube racconta come andarono le cose

YouTube

Nell’agosto del 2012, dalla beta 4 di iOS 6 scomparve l’icona di YouTube, app fino a poco prima integrata di serie in iOS. Per cinque anni l’app di YouTube era considerata un elemento chiave del sistema, integrata di default con il dispositivo sin dal suo esordio nel 2007.

Ostilità tra Apple e Google sono state più volte evidenziate, cominciate dopo la citazione in giudizio di Samsung per avere copiato alcuni elementi di iOS integrati nei dispositivi Android, ma anche per dissidi con Motorola legati alla funzione slide-to-unlock.

app YouTube

Per anni in molti hanno pensato che la mancata integrazione di serie dell’app YouTube fosse stata una decisione di Apple ma Hunter Walk, ex dipendente di YouTube, in una serie di tweet spiega che la decisione di non rinnovare l’accordo all’epoca fu una decisione di YouTube e Google, una scelta che avrebbe permesso all’azienda di “riprendere il controllo dell’app”.

In una serie di tweet, come riporta BusinessInsider, Walk ha brevemente spiegato l’approccio di Apple nei confronti di YouTube per il primo iPhone, il controllo sulla creazione dell’app, l’assenza del nome “YouTube” sull’icona dell’app e il successo globale dell’app come un modo per invogliare gli utenti a comprare iPhone per lo streaming video.

https://twitter.com/hunterwalk/status/880594239041568768

Nel 2012, alla fine dei cinque anni degli accordi di licenza, Walk afferma che YouTube voleva riprendere il controllo della sua app, operando all’epoca in modo indipendente da Google. Con il senno di poi, la decisione fu giusta e molti utenti cominciarono a installare l’app scaricandola dall’App Store. L’ex dipendente YouTube ha reso noto solo ora questo “retroscena”, spiegando che sono scaduti gli accordi di non-divulgazione; ha inoltre riferito che il periodo in questione è stato uno dei più interessanti per l’azienda, portando come conseguenza a una serie di decisioni legate ai prodotti, anche a costo di controversie interne.