Apple Store Carosello: il regalo più grande

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L’inaugurazione dell’Apple Store Carosello è stata un grande successo organizzativo e di pubblico. Assegnati (quasi) tutti i nostri regali, ma il regalo più grande l’ha ricevuto Macity ed è stato l’affetto della gente.

Un enorme successo. Questo la sola cosa che si può dire, a consuntivo, dell’inaugurazione dell’Apple Store Carosello. Un successo organizzativo, dal punto di vista della partecipazione, dell’entusiasmo. Chiunque abbia seguito da vicino alcune delle principali inaugurazioni degli Apple Store mondiali non può fare altro che riconoscere come quella di Carugate sia degna di classificarsi al top per ogni aspetto.

Al top va la disponibilità  e l’intelligenza con cui la direzione del Centro Commerciale Carosello ha predisposto l’evento gestendo con il necessario ordine la fila ma anche permettendo alla passione dei fan Apple di estrinsecarsi. Decisamente degno di plauso, ad esempio, il supporto concesso ai “prodi” che si sono collocati all’esterno del centro commerciale fin dal giorno precedente, “premiati” con buoni pasto e ai quali è stato consentito anche di collocare delle tende per la notte.

Grande anche lo sforzo compiuto dagli addetti alla vendita. Tanti ragazzi, alcuni dei quali certamente alla loro prima esperienza lavorativa, che non si sono risparmiati nel creare il clima giusto e poi, a porte aperte, hanno dato subito un esempio dello “stile Apple” dimostrando cortesia (cosa non facile vista la massa di gente) e competenza.

Quel che però ha brillato più di ogni altra cosa, è stato il “popolo” della Mela, accorso in un numero che è andato al di là  di ogni (nostra, ma probabilmente anche di Apple) rosea previsione per numero ma anche e soprattutto per calore. In alcune occasioni sono partiti anche cori da stadio inneggianti ad Apple, cosa mai vista ìin nessun posto del mondo. Come in nessuna parte del mondo, tralasciamo l’Italia, esiste un’azienda in grado di suscitare un simile entusiasmo e una coda simile per l’apertura di un semplice negozio. Di questo va preso nota da parte di tutti coloro, inclusi gli scettici e i cinici che, un po’ ovunque, che ancora oggi si lasciano andare in commenti ironici solo perché non riescono a capacitarsi della diversità  di Apple rispetto ad altre entità  commerciali.

Consentitici nel finale una nota sulle nostre iniziative che sono state pur un successo questo però soprattutto grazie all’impareggiabile simpatia e disponibilità  del popolo Apple che ha aderito con grande calore e il giusto spirito alla distribuzione dei regali.

Come arcinoto (perché scritto da tutti i giornali anche nazionali) la Time Capsule destinata al primo in fila è andata a Paolo Mariano, l’iPod shuffle per il secondo è stato consegnato a Rocco Tartaglia; lo Snow Leopard per la terza in graduatoria è finito ad Arianna Ciardi. A loro abbiamo anche consegnato le magliette e i cappellini di Macity, altrettanto (o quasi) ambiti quanto i premi stessi.

Lo shuffle per il più anziano in fila è stato assegnato a Paolo Guarneri, giovanotto classe ’36, quello per l’acconciatura “Mac-style” al fotografatissimo Marco Tognoli, quello per la persona proveniente da più distante (biglietto autostradale, passaporto e comunicazione in francese alla mano) è stato assegnato a Julie Bernard, da Bayeux in Bassa Normandia. La “macchinata” da più distante è giunta, sotto la sapiente guida di Marco Moscardo, da Campalto nei pressi di Venezia. Abbiamo assegnato anche il premio all’ultimo della fila (purtroppo nome e cognome sono andati perduti, se ci dovesse leggere saremo felici di poter segnalare anche il suo nome). Lo shuffle per il più giovane è ancora in corso di assegnazione; abbiamo infatti in esame due candidature di cui una è incompleta. Non siamo invece riusciti ad assegnare la Airport Express perché nessun user group ci ha contattato; stiamo studiando come regalare anche questo interessante gadget.

Ma se i regali di Macity sono stati graditi ed apprezzati, noi da parte nostra siamo stati ancora più felici dell’accoglienza riservata al nostro team (Fabrizio Frattini, Riccardo Campaci, Maurizio Tomè, Domenico Panacea, Antonio Dini). àˆ stato, lasciatecelo dire, davvero bellissimo uscire per una volta dalla virtualità  per entrare nella concretezza della vita reale. Quelle pacche sulle spalle date e ricevute, i consigli, le strette di mano, i saluti, le foto ricordo, ci hanno ricordato che dietro lo schermo che occupa la nostra visuale quotidiana c’è un mondo vero, concreto. Vedere per una volta negli occhi le persone per cui lavoriamo ogni giorno nell’immaterialità , sentire la loro voce e percepire la loro materialità , percepire fisicamente e non solo via email che c’è qualcuno per cui conta, magari anche solo per vivere meglio il tempo libero, quel che facciamo, è stato un premio assai più grande di una Time Capsule o di un iPod shuffle.

Ringraziare non è facile; proviamo a farlo con le parole, consapevoli però che solo i fatti ci aiuteranno a tenere gli amici di oggi e a portarne di nuovi.